Barcellona, l’enigma dell’ultimo messaggio di Luca su Facebook

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“Nasciamo senza portare nulla, moriamo senza portare via nulla. Ed in mezzo litighiamo per possedere qualcosa”. Così recita l’ultimo post pubblicato su Facebook il 15 giugno da Luca Russo, il giovane italiano ucciso nell’attentato a Barcellona. Un messaggio che ora assume il sapore di un sinistro presagio, e si carica di interrogativi a cui forse nessuno potrà mai dare una risposta. Quella frase ora viene commentata da molti amici e parenti di Luca con un laconico “RIP” a seguito della notizia del suo coinvolgimento dell’attentato. Le foto lo ritraggono sempre sorridente, i suoi messaggi sempre positivi. “L’amicizia e l’amore sono importantissimi per la vita umana. Possiamo dire che nessun essere umano può farne a meno e d’altra parte tutti ne conosciamo, chi più chi meno, l’influenza sulla nostra vita” scriveva un anno fa.

Il 25enne di Bassano del Grappa (Vicenza) era impiegato presso un’azienda di Carmignano del Brenta. Su Linkedin, oltre alla sua laurea in Ingegneria, vengono riportate anche alcune esperienze di volontariato fatte a Bassano del Grappa, come quella per la Città della Speranza, fondazione istituita per raccogliere fondi per costruire un reparto di oncoematologia pediatrica in ricordo di un bambino del luogo morto di leucemia. Lo scorso 4 dicembre 2016, appena laureato in ingegneria all’Università di Padova, Luca aveva condiviso una sua foto che lo ritrae sorridente con una corona d’alloro: “108 motivi per essere felice. Grazie davvero a tutte le persone che mi hanno sostenuto in questi anni”. E poi una citazione di Steve Jobs: “Adesso prontissimo per incominciare una nuova esperienza lavorativa. Siate affamati, siate folli”.

Quei sogni spezzati
“Io sono uno di quelli che ancora ci spera, che se in un sogno credi tanto prima o poi si avvera!” scriveva invece lo scorso 10 ottobre, e ancora il 26 settembre: “Siccome là fuori è pieno di gente che vi dice che non c’è speranza, che non c’è futuro, voi sappiatelo che nel momento in cui pensate che non ci sia speranza e non ci sia futuro, allora la speranza smette di esistere, il futuro smette di esistere. Portate a far vedere le vostre facce, e diteglielo a quelli là, che il meglio deve ancora venire!”, concludeva citando il discorso finale del cantante Ligabue a uno dei suoi concerti.

Russo è la seconda vittima italiana dell’attentato a Barcellona. Era lì con la fidanzata per trascorrere qualche giorno vacanze. La ragazza, Marta Scomazzon, è ferita in modo lieve e si trova in ospedale. La sorella Chiara, nei minuti e nelle ore successive all’attacco terroristico, aveva chiesto disperatamente aiuto alla rete per avere notizie di suo fratello. La conferma della sua morte è arrivata nella giornata successiva all’attentato direttamente dalla Farnesina, che ha anche accertato il decesso di Bruno Gulotta, 35enne in vacanza a Barcellona con moglie e figli.

EDS