“Salta” per errore la fermata del treno: multa salata e una “minaccia” assurda

(Websource / Daily Mail)

Tre mesi di carcere. Questa la pena che è stata minacciata a Naomi Bourke, una giovane mamma inglese colpevole di non essere scesa alla fermata “giusta” del treno. Lo scorso 26 aprile la 21enne è partita per andare a trovare suo padre, ma si è dimenticata che il viaggio, intrapreso a Dover assieme alla figlia Skylar, terminava a Meopham, nel Kent, e per arrivare lì avrebbe dovuto cambiare treno a Faversham. Così ha proseguito il tragitto in carrozza. Si è accorta dell’errore quando poi è arrivato il controllore e le ha chiesto di esibire il biglietto. Quest’ultimo ha capito che si è trattato di una semplice “svista”, ma ha deciso di comminarle comunque una multa di 20,80 sterline (pari a circa 22 euro e 70 centesimi).

A quel punto la donna ha fatto ricorso contro la sanzione, ma la società ferroviaria le ha comunicato qualche tempo dopo che la sanzione era già lievitata a oltre 70 sterline. Non solo: le è stato anche comunicato che se fosse andata avanti con il ricorso avrebbe rischiato una condanna in carcere o un’ulteriore sanzione fino a 1.000 sterline. A quel punto la sua vicenda è balzata agli onori (si fa per dire) della cronaca e solo all’ultimo i vertici della Southeastern Rail hanno ammesso che il loro servizio è stato “scadente” e le hanno offerto un rimborso (oltre all’annullamento della sanzione). Ma il mea culpa è arrivato un po’ troppo tardi…

“Sono rimasta a bocca aperta – racconta la malcapitata, riferendosi al comportamento adottato dal controllore nei suoi confronti – . Mi hanno trattato come una ragazzina che cerca di viaggiare a sbafo. Sono una mamma single e ho commesso un errore in buona fede. Avevo provato a seguire la procedura prevista in questi casi, ma mi è stato detto che rischiavo addirittura di finire in carcere. E’ assurdo e onestamente mi sono sentita terrorizzata di fronte a quelle possibili conseguenze. Non sono in condizioni di pagare una multa salata e non so cosa farei se mi sbattessero in carcere. Che ne sarebbe di mia figlia?”. Il buon senso non è mai troppo…

 

 

 

 

 

EDS