Stop a nido e materna per i bimbi non vaccinati

(JOHN THYS/AFP/Getty Images)

Gli asili nido e le scuole dell’infanzia sbarrano le porte ai bimbi non vaccinati. E non le apriranno neppure quando i loro genitori avranno pagato la relativa sanzione pecuniaria. Non solo: saranno il medico di base o il pediatra ad attestare se un bambino non può vaccinarsi. E’ quanto prevede la circolare operativa sul decreto vaccini pubblicata dal ministero della Salute sul proprio sito.

“Le vaccinazioni obbligatorie possono essere omesse o differite ove sussista un accertato pericolo per la salute dell’individuo – si legge nel documento – e servono specifiche condizioni cliniche documentate che controindichino, in maniera permanente o temporanea, l’effettuazione di una specifica vaccinazione o di più vaccinazioni. Tali specifiche condizioni cliniche devono essere attestate dal medico di medicina generale o dal pediatra di libera scelta e coerenti con le indicazioni fornite dal Ministero della Salute e dall’Istituto Superiore di Sanità”.

L’iter burocratico
La circolare precisa inoltre che, per chi è immune per aver contratto la malattia, la possibilità di omettere la vaccinazione deve essere provata presentando copia della notifica di malattia infettiva effettuata alla Asl dal medico curante o un documento che attesti l’avvenuta immunizzazione a seguito di malattia naturale, rilasciato sempre dal medico di medicina generale o dal pediatra.

Testualmente: “La sanzione estingue l’obbligo della vaccinazione ma non permette comunque la frequenza, da parte del minore, dei servizi educativi dell’infanzia, sia pubblici sia privati, non solo per l’anno di accertamento dell’inadempimento, ma anche per quelli successivi, salvo che il genitore non provveda all’adempimento dell’obbligo vaccinale”.

Diverso invece il discorso per la scuola dell’obbligo. In questo caso non vale il divieto di iscrizione ai non vaccinati. “Inoltre, i dirigenti scolastici delle istituzioni del sistema nazionale di istruzione e i responsabili dei centri di formazione professionale regionale e delle scuole private non paritarie comunicheranno alla Asl, mediante modalità operative decise localmente dalla Asl, entro il 31 ottobre di ogni anno, le classi nelle quali sono presenti più di due alunni non vaccinati”.

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EDS