Il re del Marocco stupisce tutti: 14 jihadisti “graziati”

(Websource / archivio)

La scelta non è giunta forse nel momento più opportuno, e farà senz’altro discutere visto quanto successo solo un paio di giorni fa a Barcellona, ma tant’è: il re del Marocco, Mohammed VI, ha deciso di “graziare” 14 jihadisti, perché a suo dire “si sono pentiti e ravveduti”. A beneficiare del provvedimento sono ex militanti di gruppi islamisti – “colleghi”, per così dire, dei jihadisti di origine maghrebina responsabili della strage delle Ramblas.

La “grazia reale” è stata concessa, come da tradizione, in occasione del 64° anniversario della Rivoluzione del re e del popolo nella quale si festeggia la fine del colonialismo in Marocco, segnata dal rientro dall’esilio di re Mohammed V, il 20 ottobre del 1956. Ebbene, stavolta tra i 415 detenuti condannati per ogni tipo di reato da tutti i tribunali del regno alaouita figurano 14 condannati per terrorismo, di cui 13 in stato di detenzione per pene inferiori ai 30 anni (i quali si sono visti cancellare pena e reato) e 1 condannato a morte (che ha avuto commutata la pena a 30 anni).

Nel dare notizia del provvedimento di clemenza, il ministero della Giustizia precisa che i 14 terroristi hanno tutti partecipato al programma di riabilitazione “Mossalaha” (“Riconciliazione”), dando prova di “pentimento per gli atti compiuti, attaccamento ai valori della nazione, ai sacri principi e alle istituzioni nazionali”. Non solo: i jihadisti graziati “hanno rivisto le loro posizioni e i loro pensieri, rigettando l’estremismo e rinnegando fortemente il terrorismo e si sono rimessi sulla retta via, dimostrando una condotta irreprensibile durante il periodo di detenzione”. C’è da sperare che sia davvero così.

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EDS