Ius soli, la fronda interna alla Chiesa: “Papa Francesco sbaglia”

(ALBERTO PIZZOLI/AFP/Getty Images)

Stupore, perplessità, irritazione. Sono alcuni dei sentimenti suscitati in certa parte della Chiesa cattolica dall’apertura di Papa Francesco sullo ius soli. Il “caso” è nato da un intervento del Pontefice contenuto nel Messaggio per la Giornata del Migrante e del Rifugiato che si celebrerà il prossimo 14 gennaio 2018, ma pubblicato in largo anticipo dal Vaticano due giorni fa. Se alcuni osservatori hanno fatto notare che il messaggio di Bergoglio è da considerarsi universale, e non riferito necessariamente al dibattito politico italiano, a molti non è sembrata “casuale” la coincidenza temporale del messaggio del Papa con l’intervento del premier Paolo Gentiloni al Meeting di Cl a Rimini (dove il quest’ultimo ha parlato della necessità dell’approvazione della legge sullo ius soli). Anzi, secondo un’ampia fetta di cattolici il passaggio di Bergoglio è apparso proprio come un intervento a gamba tesa nella politica italiana.

Tra i frequentatori dei Sacri palazzi, per esempio, c’è chi – facendo il verso al leader leghista Matteo Salvini – osserva come “in Vaticano non c’è lo ius soli e quindi occorre prima guardare in casa propria”. Secondo Luigi Amicone, fondatore del settimanale Tempi, rivista vicina a Comunione e Liberazione, “colpisce che un Messaggio dedicato alla Giornata per il Migrante che si celebra il 18 gennaio venga anticipato ad agosto […] e sorprende sicuramente la coincidenza dell’intervento del Papa con il messaggio di Gentiloni al Meeting di Cl proprio in tema di diritto di cittadinanza. Ci sono poi due aspetti critici: perché il Papa contrappone ‘sicurezza personale’ e ‘sicurezza nazionale’, sostenendo che la prima sia da anteporre alla seconda? La frase mi sembra contraddittoria perché la comunità nazionale è formata da persone, non è un semplice principio astratto”.

Quanto all’intervento di Bergoglio nell’agenda politica nazionale, lo stesso Amicone rileva che “sarebbe una novità assoluta nella storia della Chiesa del secondo millennio anche perché lo stesso Papa, nell’Enciclica Caritas in Veritate, sottolinea che la chiesa non ha soluzioni tecniche da offrire e non pretende minimamente di intromettersi nella politica degli Stati”. In Italia, prosegue, “una legge sulla cittadinanza c’è già. Che vada migliorata se ne può discutere, ma nessuno in Italia è apolide”.

Dal palco del Meeting di Rimini Gian Carlo Blangiardo, professore ordinario di Demografia dell’Università di Milano, ha rimarcato che “contrariamente a quanto si pensi, l’Italia è il primo Paese in Europa per numero di cittadinanze concesse. L’Italia ha concesso 202mila cittadinanze, più di qualunque altro paese europeo”. “L’Italia non è un Paese chiuso -gli fa eco Amicone – e come dimostrano i dati è il Paese che sta accogliendo maggiormente”. Dalle gerarchie ecclesiastiche non arrivano critiche esplicite, però alcuni militanti cattolici fanno notare che “il messaggio del Papa è un messaggio umano e cristiano ma non va utilizzato politicamente. Non dobbiamo utilizzare il messaggio di Bergoglio come programma politico. Chi lo facesse otterrà un effetto boomerang, ovvero che la legge sullo ius soli non passerà”.

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