(Sean Gallup/Getty Images)

Dopo l’attentato a Barcellona, grande è la preoccupazione su quelle che potrebbero essere le prossime mosse dell’Isis, pronta a colpire chiese e località turistiche nel cuore della Vecchia Europa così come negli Usa. Nei giorni scorsi, minacce mirate erano giunte nei confronti del nostro Paese. Secondo quanto scrive il ‘Daily Mail’, sono da ritenersi credibili le minacce che giungono in queste ore, anche attraverso un bambino di soli 10 anni. Nel numero di luglio di ‘Rumiyah’, rivista riconducibile all’Isis, compare una foto della cattedrale di Dresda. Non essendo la prima volta che il Daesh usa immagini di luoghi sacri del cristianesimo, compresa la Basilica di San Pietro, non si diede troppo peso alla cosa.

Ma ora che si apprende che l’obiettivo del gruppo di fuoco catalano era quello di colpire la Sagrada Familia torna la preoccupazione per le grandi cattedrali. In particolare, la chiesa barocca di Dresda viene indicata dai jihadisti come “uno dei luoghi di ritrovo più cari ai crociati, e aspetta per questo di essere ridotta in cenere”. Lo stesso capo della polizia di Dresda avrebbe ammesso che i servizi di intelligence lo avrebbero avvertito della possibilità di attacchi terroristici. Inoltre la rivista legata alla jihad, nella rubrica ‘Just terror’, fornisce indicazioni per costruire bombe incendiarie. Oltre alle chiese, il rischio è per ospedali, nightclub e impianti di carburante, definiti come “luoghi ideali”. “Si tratta per ora di un pericolo astratto, ma siamo preparati”, il rivela capo della polizia della Sassonia, Horst Kretzschmar al ‘Bild’.

Ma le misure di sicurezza vengono prese e ad esempio la cattedrale di Colonia è stata isolata con blocchi di cemento. La necessità di non sottovalutare i rischi si evidenzia anche e soprattutto visto quanto accaduto in Egitto con gli attentati contro la comunità copta. Tornano poi le minacce agli Usa e a farle è un bimbo di appena dieci anni, cittadino statunitense, che spiega di essere figlio di un reduce americano dall’Iraq. Il piccolo si troverebbe a Raqqa, dove è arrivato due anni fa con la madre e promette a Donald Trump che la battaglia “non finirà a Mosul e Raqqa ma nel vostro territorio», dice il bambino «da Raqqa”. Appare poi su Telegram una foto, rilanciata dal Site, che mostra un uomo per le strade di New York mentre mostra la bandiera nera del Daesh e minaccia i “crociati” con un avvertimento: “Siamo nelle vostre terre”.

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GM