Sepolto vivo per essere entrato nella loro proprietà: “Volevamo solo spaventarlo” – VIDEO

(Websource / Daily Mail)

“Colpevoli”. Questo il verdetto emesso dal giudice di Delmas, in Sudafrica, titolare del processo che ha visto come imputati Willem Oosthuizen e Theo Martins Jackson. I due 28enni agricoltori bianchi, accusati di aver cercato di rinchiudere in una bara un 27enne di colore e di aver minacciato di dargli fuoco vivo e di inserire in quella “trappola” un serpente velenoso, si erano dichiarati innocenti, ma le prove a loro carico erano schiaccianti. E’ stata dunque confermata l’accusa di aggressione, sequestro di persona e tentato omicidio.

I due ragazzi hanno spiegato che intendevano solo spaventare la loro vittima, giustificando il loro gesto con il fatto che lo avevano “sorpreso a rubare del rame”, avendo sconfinato nella loro proprietà. Victor Mlotshwa ha invece dichiarato che stava semplicemente attraversando dei campi privati per accorciare la strada verso il paese vicino, quando gli sono saltati addosso e lo hanno picchiato e legato.

I fatti risalgono all’agosto 2016, e l’arresto è avvenuto nel novembre scorso in seguito alla pubblicazione di un video girato dai due aggressori. Il filmato – con il malcapitato che supplica i due: “Non uccidetemi!” – era diventato subito virale, in uno Stato in cui le violenze razziali sono ancora diffusissime, soprattutto nelle aree rurali. Il caso ha anche mobilitato l’opinione pubblica, che ora si divide tra favorevoli e contrari alla sentenza emessa dal tribunale.

EDS