“Spezzategli le braccia”: polemiche dopo gli scontri di Roma

(ALBERTO PIZZOLI/AFP/Getty Images)

Dopo lo sgombero e gli scontri, è il momento delle polemiche per quanto avvenuto ieri in piazza Indipendenza, nel pieno centro di Roma, con le dure reazioni sia dei migranti che della polizia. In particolare, finisce sotto i riflettori un funzionario di polizia che incita i suoi uomini con queste parole: “Devono sparire, se tirano qualcosa spaccategli un braccio”. Una frase che non passa inosservata, con la Questura capitolina che ha ora aperto “una formale inchiesta dopo la visione dei filmati pubblicati su alcuni siti che riportano una frase di un operatore che invita ad usare metodi violenti in caso di lancio di sassi”.

, con le dure reazioni sia dei migranti che della polizia. In particolare, finisce sotto i riflettori un funzionario di polizia che incita i suoi uomini con queste parole: “Devono sparire, se tirano qualcosa spaccategli un braccio”. Una frase che non passa inosservata, con la Questura capitolina che ha ora aperto “una formale inchiesta dopo la visione dei filmati pubblicati su alcuni siti che riportano una frase di un operatore che invita ad usare metodi violenti in caso di lancio di sassi”.

Lo si apprende in un comunicato in cui si precisa che “nelle successive contro manifestazioni le unità impiegate in quel contesto non sono state ulteriormente utilizzate nel servizio di ordine pubblico”. Ma la querelle è anche politica e ad alzare i toni ci pensa il segretario della Lega Nord, Matteo Salvini, con uno stato su Facebook al vetriolo: “Forza ragazzi, sgomberi, ordine, pulizia ed espulsioni! Gli italiani sono con voi”. Da sinistra e anche dal Pd vengono chiesti chiarimenti, a cui replica la Questura: “Sono in corso approfondimenti per accertare eventuali irregolarità”.

Le organizzazioni a difesa dei diritti umani parlano invece di gravi violazioni, dopo quanto accaduto. E se la Questura promette accertamenti, la Procura di Roma sta indagando per tentato omicidio e resistenza a pubblico ufficiale, in particolare dopo la sassaiola e il lancio di bombole del gas. Sul posto arriva la ong Medici Senza Frontiere, secondo cui almeno 13 sarebbero i migranti feriti. Amnesty International denuncia una “inaccettabile violenza”, mentre Save The Children e addirittura l’Unicef sono preoccupati per quei “bimbi terrorizzati” mentre vengono portati via.

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Sotto accusa finisce anche il Campidoglio, per una presunta carenza di risposte adeguate, ma dall’amministrazione comunale rassicurano che ai migranti sgomberati verrà assicurata la necessaria assistenza. L’accusa è quella di aver voluto proseguire nell’occupazione di un palazzo occupato, piuttosto che accettare strutture alternative proposte. Nello scambio di accuse, interviene il prefetto di Roma Paola Basilone, che se la prende con i movimenti per la casa, che condizionerebbero i profughi nel rifiuto degli alloggi. Neanche la Chiesa resta fuori dal dibattito e lancia una pesante accusa: “Gli sgomberi non sono certamente una risposta adeguata”», dice il vescovo ausiliare di Roma monsignor Paolo Lojudice. Da destra intanto si chiede di espellere subito i migranti violenti e si esprime solidarietà alle forze di polizia. Per domani è attesa una manifestazione dei movimenti per la casa a Roma e sale la tensione.

GM