Abusi sul figlio adottivo: lo segregavano in uno scantinato

Clarissa Anne Tobiasson e suo marito Brett Tobiasson coi figli (Facebook)

Il figlio adottivo della 27enne Clarissa Anne Tobiasson e suo marito Brett Tobiasson di 31 anni era lasciato in condizioni pietose, chiuso in una cantina buia e umida, in ‘compagnia’ di ragni e topi. Il piccolo, solo cinque anni di età, era nutrito costantemente con una dieta a base di carote. Per tale ragione, la sua pelle, col passare del tempo, aveva assunto un brutto colore giallastro. Per tale ragione, i due genitori, che risiedono a Eagle Mountain, nello Stato dello Utah, in Usa, sono stati arrestati per violenza su minore. Si attende ora l’inizio del processo nei loro confronti.

In base alle indagini condotte dall’ufficio dello sceriffo della Contea, che ha ascoltato anche il bambino, il piccolo veniva rinchiuso in uno scantinato senza finestre e senza bagno. Questo avveniva quotidianamente dalle ore 18 alle ore 6 del mattino. In sostanza, quella cantina era diventata la sua ‘stanza’ in cui passare la notte. Inoltre, il piccolo doveva fare i bisogni in un’apertura nelle pareti. Questo ha fatto sì che col passare del tempo lo scantinato si impregnasse della puzza di urina. Al bambino era imposta inoltre questa dieta a base di carote: ne doveva mangiare una grossa quantità prima del pasto e se non le finiva non poteva mangiare altro.

Non solo, l’inchiesta ha stabilito che il piccolo era sottoposto a una dieta caratterizzata principalmente da carote che hanno danneggiato la sua salute. Prima di ogni pasto infatti era costretto a mangiare grosse quantità di carote e se non le finiva entro un certo lasso di tempo non poteva mangiare il resto del pasto. Le carote non consumate venivano date al pasto successivo e quello  successivo ancora, talvolta il giorno dopo. Clarissa Anne Tobiasson, fa sapere l’accusa, aveva confidato a un’amica di dare da mangiare al piccolo le carote per odio nei suoi confronti.

GM