Trenord condannata a pagare 300.000 euro ai pendolari

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Sono passati cinque anni ma alla fine è stata fatta giustizia, oggi infatti la Corte d’Appello di Milano ha accolto il ricorso presentato nel 2014 dall’associazione consumatori ‘Altroconsumo’ riguardante i disservizi di Trenord (sezione della Ferrovia di Stato della Lombardia) risalenti al 2012: i 3.018 aderenti alla class action che nel 2012 hanno subito gravi danni personali in seguito ai disservizi della linea ferroviaria lombarda saranno risarciti con 100 euro a testa, per un totale di 300.000 euro.

Grande soddisfazione per il presidente di ‘Altroconsumo’ Paolo Martinello che dopo la lettura della sentenza (depositata in data odierna) ha commentato l’eccellente risultato ottenuto definendolo “La prima class action in Italia che porta un risultato utile per migliaia di consumatori”. La vittoria nel ricorso presentato nel 2014, infatti, riscrive di fatto la sentenza di primo grado e riconosce i disagi subiti da migliaia di cittadini italiani.

Il presidente di ‘Altroconsumo’ spiega che la prima sentenza era stata un’ingiustizia nei confronti dei pendolari poiché: “I disservizi inflitti agli utenti dalla compagnia ferroviaria per oltre 15 giorni nel dicembre 2012 furono gravissimi: saltò tutto il sistema di trasporto su rotaie, treni cancellati e i pochi rimasti diventati carri presi d’assalto, corse dirottate, ritardi, mancanza di informazioni per i circa 700mila i pendolari lombardi coinvolti in quelle giornate di caos”.

Alla buona notizia se ne aggiunge una negativa: se i primi aderenti alla class action otterranno un risarcimento, quelli che si sono aggiunti in seguito non verranno rimborsati perché si sono iscritti al ricorso in ritardo. Gli utenti che non potranno beneficiare del risarcimento sono circa 3.000 e per loro non ci sarà nulla da fare, il perché lo spiega sempre ‘Altroconsumo’: “In materia di trasporti il Codice Civile prevede un termine di prescrizione annuale, estremamente breve, che purtroppo ha impedito a una parte degli aderenti di far valere tempestivamente i loro diritti”.

F.S.