Amatrice, un anno dopo: “Ho visto morire i miei due figli, tutto si è fermato lì”

(FILIPPO MONTEFORTE/AFP/Getty Images)

Un anno dopo il terribile terremoto che distrusse Amatrice e molti altri comuni del centro Italia sono ancora tante le persone senza una casa, ma sono soprattutto tante le persone che da quel giorno non hanno più una o più persone care al loro fianco. E’ il caso di Lucia che nel crollo della propria casa vide morire accanto a sè i figli Franco e Anna e l’anziana mamma. Lucia racconta quei tragici istanti: “Anna stava dalla mia parte del letto e le ho chiesto di spostarsi un po’ più in là. Le ho detto ‘Amore mettiti un po’ più in là che mi riposo un po”. La sveglia sarebbe suonata alle sei e mezza. Il tempo in cui lei si è messa dalla sua parte e io mi sono allungata nel letto è successo tutto. Io non mi sono nemmeno resa conto lì per lì di che cosa potesse essere. Ho visto l’azzurro della parte della camera che mi cadeva addosso e poi il cemento del tetto. Ho chiamato ‘Anna, Anna, Anna lei ha fatto due respiri e poi non c’era più. E sono rimasta così, con l’impotenza di non poterla nemmeno toccare. Fino alla mattina l’unica speranza era che almeno Franco fosse ancora vivo. Mamma ho subito pensato che fosse morta anche perché lei soffriva di cuore. Quando mi hanno trovata ho guardato negli occhi un mio amico e gli ho chiesto: ‘E Franco?’. Lui ha abbassato gli occhi e lì ho capito. Ecco io mi sono fermata lì”.

Nella stessa palazzina di Lucia viveva la famiglia Ciancaglioni. Rita Cherubini, il marito Agostino Ciancaglioni, 59 anni, e la figlia Morena, 28, incinta di quattro mesi, sono tutti morti sotto le macerie della propria abitazione. Solo la figlia minore Martina che quella notte dormiva dal fidanzato è sopravvissuta alla tragedia che le ha portato via tutta la famiglia: “Quando c’è stato il terremoto noi ci siamo svegliati e siamo subito corso nel centro di Amatrice. Era un inferno. Non vedevi niente, era tutto crollato, c’era fumo, puzza di gas, polvere. Gente ferita, gente che urlava. Sai quante volte io mi rivedo quelle immagini di notte? Non mi hanno permesso di ritornare dove avevo casa, non ho potuto riprendere nulla di ciò che era mio. Dopo un anno sta ancora tutto lì sotto alle macerie. Ci devi andare per forza avanti. Non è che puoi stare a piangere tutto il tempo..”.

F.B.