Il morbillo fa paura: si ammala un’ostetrica e scatta l’allarme

(websource/archivio)

Ancora un caso di morbillo che desta molta preoccupazione, registrato nel reparto di Ostetricia dell’Ospedale di Senigallia. Ad ammalarsi proprio un’ostetrica, che non si era vaccinata e che si è assentata dal lavoro per una ventina di giorni. La Direzione sanitaria ha segnalato il caso al Servizio Isp-Malattie Infettive del Dipartimento di Prevenzione quando è emerso, tre giorni fa. Da quel momento è stata attivata la task force e sono già stati contattati tutti coloro che sono entrati in contatto con l’ostetrica. Vaccinati 2 contatti familiari, 2 genitori di neonati e un operatore sanitario.

Avviata anche l’indagine epidemiologica con l’ausilio della Direzione medica dell’Ospedale e costituito un primo gruppo di lavoro con i medici del Dipartimento di Prevenzione, la Direzione infermieristica per turni operatori, Pronto soccorso, Direzione medica ospedaliera, divisione ostetricia e pediatria. Dall’ospedale spiegano che bisogna fare in fretta, di fronte al rischio che il morbillo si diffonda. Intanto, il presidente della Commissione Sanità delle Marche Fabrizio Volpini sottolinea: “Siamo di fronte purtroppo ad una situazione preoccupante. Per questo sono sempre più convinto che l’obbligo vaccinale sia la strada giusta”. Poi cita un dato: “A livello nazionale, circa il 30% dei casi di morbillo che si sono riscontrati riguarda personale sanitario non vaccinato. Per questo si sta studiando un provvedimento che permetta anche al personale sanitario non vaccinato di accedere alla vaccinazione”. Insomma, la vaccinazione “è uno strumento indispensabile per non mettere a rischio di gravi conseguenze in particolare le persone più fragili, in questo caso donne in gravidanza e neonati”.

Il mese scorso, un nuovo grido d’allarme sull’emergenza morbillo – dopo le esortazioni dei mesi scorsi – è stato lanciato da Flavia Bustreo, Assistente Direttore dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms). Questa ha ricordato che l’Italia è “fanalino di coda in Ue”, e “non basterà il decreto sull’obbligatorietà dei vaccini per risolvere il problema. Nei mesi scorsi, l’Istituto superiore di sanità aveva emesso un bollettino, che però ora è da aggiornare al rialzo, con 3.672 casi di morbillo registrati in Italia dall’inizio dell’anno e tre decessi confermati. Sembra ormai evidente che quello che prima era visto come un problema che lambiva il nostro Paese, con centinaia di casi accertati invece ad esempio in Romania, ora ci riguarda molto da vicino.