I profughi rifiutano le case del Comune: “Prima le foto”

(Websource/archivio)

Non si spengono le polemiche in merito agli sgomberi da palazzo Curtatone a Roma. I profughi rimasti senza un tetto sulla testa continuano a rifiutare categoricamente le soluzioni abitative proposte dal Comune. “Prima vogliamo vedere le foto” dicono e qualcuno non gradisce e replica: “Cosa pensano di essere, in un’agenzia immobiliare?”. Sono così circa un centinaio i profughi che ostinatamente rimangono per strada e le polemiche politiche non sono tardate ad arrivare.

Giorgia Meloni, in riferimento anche alle ultime dichiarazioni del governo, dal suo profilo Facebook scrive: “Quando il Governo dice che prima di eseguire gli sgomberi servono “soluzioni abitative alternative” afferma un principio gravissimo: chi occupa illegalmente ha una priorità nell’assegnazione di una casa popolare rispetto a chi rispetta la legge. È una vergogna. In Italia sono 650 mila le domande inevase di alloggi popolari inoltrate da famiglie a cui i Comuni non possono assegnare una casa anche se ne avrebbero diritto: gli alloggi rifiutati dagli occupanti di Piazza Indipendenza siano assegnati subito agli italiani indigenti. Noi stiamo al 100% con le Forze dell’Ordine ed è vergognoso che i vertici delle Istituzioni, compreso il Capo della Polizia, non si siano schierati dalla loro parte senza tentennamenti”.

La Meloni poi in un altro post aggiunge: “Allucinante e fuori dal mondo l’ipotesi allo studio del Ministero dell’Interno di utilizzare i beni confiscati alla mafia per accogliere gli occupanti abusivi degli edifici sgomberati. In buona sostanza, lo Stato toglie i beni alla mafia per consegnarli nelle mani della mafia delle occupazioni abusive. Di mafia in mafia: è uno schifo assoluto. Speriamo che gli italiani ci aiutino a liberare l’Italia da questi ridicoli personaggi e a darle un governo capace di far rispettare le regole”.

F.B.