Rimini, il trans violentato riconosce gli aggressori

(Websource / archivio)

Sono stati loro: non ha avuto dubbi la prostituta transessuale peruviana, nel riconoscere i quattro del branco che l’ha aggredita nella notte del doppio stupro a Miramare (Rimini), tra sabato e domenica scorsi. Negli ambienti investigativi vige ancora il massimo riserbo ma, a quanto si apprende, il trans avrebbe visto le immagini elaborate dalla Polizia scientifica e dalla Squadra mobile e identificato senza ombra dubbio identificato chi l’ha stuprata, dopo aver violentato a turno una turista polacca e aggredito l’amico sulla spiaggia del Bagno 130 di Miramare. Ora è caccia al branco.

La prostituta transessuale peruviana aveva implorato i suoi seviziatori: “Usate almeno il preservativo”, ma almeno due di loro ignorarono anche questa richiesta, stuprandola dietro un cespuglio di rovi non lontano dalla statale. Nell’indagine la testimonianza chiave sarà proprio la sua. Per salvarsi la vita lei ha infatti saputo mantenere il sangue freddo, ed è riuscita a consegnare agli investigatori una descrizione utile degli aggressori: sue di pelle quasi chiara, due più scuri, vestiti alla moda. Non l’hanno abbordata per una prestazione sessuale, ma aggredita alle spalle per rubarle la borsa col guadagno giornaliero.

Intanto presso il tribunale a Rimini si sta svolgendo un incontro tra Squadra mobile magistrati italiani e polacchi. Le autorità polacche hanno chiesto con rogatoria internazionale di poter accedere gli atti. I due turisti polacchi (al momento ancora in ospedale: dovrebbero essere dimessi lunedì) saranno nuovamente verbalizzati dagli agenti italiani e polacchi. E si rafforza il pressing sulla comunità magrebina tra il capoluogo della riviera e Riccione, nella speranza che prima o poi arrivi un’indicazione utile. La Polizia sta cercando senza sosta i quattro malviventi, verosimilmente di origine propria magrebina, setacciando stabili abbandonati e colonie dismesse. Al tempo stesso sta indagando per verificare se quella notte o nelle precedenti vi siano state altre aggressioni simili, come quella di cui fu vittima il 12 agosto una coppia di turisti lombarda, che però dopo una rapina era riuscita a evitare lo stupro.

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