Cocaina e metadone al figlio di sei mesi: genitori tentano il suicidio

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Una bruttissima storia che poteva avere un finale ancora peggiore e che ora vedrà la conclusione del suo naturale corso nelle aule di un tribunale. Tutto era iniziato il 16 ottobre 2014 quando durante una visita al Pronto soccorso i medici scoprirono che quel bambino di nemmeno sei mesi stava male perché era drogato di cocaina e metadone. I genitori, lui 41enne cuoco, lei 26enne casalinga, entrambi residenti in provincia di Padova, sono oggi chiamati a rispondere di maltrattamenti, detenzione e cessione di sostanze stupefacenti. L’accusa è certa che papà e mamma abbiano somministrato al bambino cocaina e metadone o, comunque, lo abbiano in qualche modo messo a contatto con quelle sostanze in diverse occasioni tanto da provocargli un’intossicazione acuta.

I genitori hanno sempre negato ogni accusa, pur ammettendo di avere seri problemi di tossicodipendenza. Resta il fatto che non siano riusciti a spiegare in modo plausibile come mai quelle droghe sia entrate nell’organismo del loro bimbo appena nato. Dopo aver capito cosa avesse il bimbo i medici fecero la segnalazione obbligatoria in procura tramite la Direzione sanitaria. Scattava così l’inchiesta penale mentre la procura Minorile sospendeva la responsabilità genitoriale. Poi il 24 novembre i due si sposano in municipio e solo due giorni più tardi, dopo essere stati convocati in procura, tentano il suicidio nel garage di casa, tentando di farla finita col gas di scarico. Un vicino di casa li salva, li trova svenuti ma vivi. E oggi è arrivato il momento di affrontare la dura realtà.

F.B.