Omicidio di Seriate, il figlio difende il papà accusato di omicidio

    Gianna Del Gaudio insieme al marito (Websource)

    Rimane ancora fitto il mistero sulla morte di Gianna Del Gaudio, 63 anni, la donna che è stata uccisa un anno fa nella sua casa, una villetta di via Montecampione a Seriate, nel bergamasco. Per la sua morte gli inquirenti hanno accusato il marito Antonio Tizzani, un ex ferroviere, che ha raccontato di aver visto uscire di casa il presunto omicida e poi una volta entrato nell’abitazione di aver visto la moglie in una pozza di sangue. L’uomo è sempre l’unico indagato in quanto il suo racconto non convince gli inquirenti, anche se i due suoi figli si dicono convinti che non c’entri nulla col delitto.

    E proprio uno di loro, Paolo, è tornato a parlare al settimanale Giallo per difendere il padre spiegando anche la sua scelta di tornare a vivere nella casa in cui avvenne l’omicidio: “È comprensibile che papà si è tornato ad abitare lì. Piano piano sta cercando di riprendere in mano la sua vita. In quella casa qualsiasi oggetto gli ricorda mamma. Mi ha anche confidato che parla con lei e che lei lo tranquillizza, facendogli passare le paure. È vero che papà risulta ancora indagato, ma se i giudici avessero raccolto prove schiaccianti contro di lui lo avrebbero già arrestato da un pezzo. Indagato non significa assassino. Noi non vogliamo un colpevole, bensì il colpevole. Se l’inchiesta non è stata ancora chiusa significa che il responsabile non è stato trovato. Noi familiari non abbiamo potuto fare più di tanto per aiutare gli inquirenti”. 

    F.B.