Rimini, “ecco le foto degli stupratori”. Ma la verità è un’altra

    (Websource/archivio)

    L’ex parlamentare di Forza Italia e psichiatra molto presente nei salotti televisivi Alessandro Meluzzi, ieri ha pubblicato un post in cui mostrava le foto dei presunti stupratori di Rimini. Meluzzi scriveva senza mezzi termini: “I nuovi italiani stupratori di Rimini accolti e integrati dai buonisti cattocomunisti! Adesso basta davvero con questi schifosi subanimali”. Peccato che i quattro messi alla gogna mediatica e politica fossero quattro arrestati mesi fa per questioni di droga e non centrassero nulla con lo stupro della ragazza polacca e del trans avvenuto a Rimini pochi giorni fa.

    Uno dei primi a sbugiardarlo è stato Enrico Mentana. Ecco il suo post su Facebook: “L’ex parlamentare Meluzzi pubblica le foto dei quattro stupratori di Rimini, e le reazioni sono quelle stesse dei giorni scorsi. Il fatto è che quelle foto riguardano arresti compiuti diversi mesi fa in un’operazione anti-spaccio. Delle due stuprate non gli importa nulla: la loro passione va tutta a loro, sperando che siano “risorse”, possibilmente clandestini o meglio ancora migranti, magari con una bandiera dell’Isis nello zaino. Invece la giustizia e l’informazione sono cose serie: si indaga, si individuano gli elementi di prova e si cercano i possibili colpevoli. Si ricostruiscono le loro storie e poi si può commentare, anche nel modo più duro, ma non strumentalmente. Gli autori degli stupri di gruppo, qualsiasi sia la loro nazionalità e condizione, sono delle bestie. La legge italiana ne prevede la condanna a lunghi periodi di detenzione. Se i violentatori di Rimini si riveleranno essere degli extracomunitari non saranno certo i primi, e non avranno nessuna attenuante, ci mancherebbe. Ma visto che in questi commenti nessuno ci pensa, lo faccio io per voi, odiatori professionali: un pensiero e un abbraccio ideale alla ragazza polacca e alla trans peruviana, insieme a sincere scuse: non abbiamo saputo proteggervi prima, e stiamo usando i vostri drammi come clava per le nostre dispute”.

    F.B.