Stupro Rimini, la testimone: “Mai visto nessuno in quello stato”

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Grazie alla testimonianza di una testimone sono emersi nuovi dettagli riguardanti lo stupro perpetrato da un gruppo di nord africani (probabilmente magrebini) ai danni della turista polacca a Rimini lo scorso 26 agosto. Come già dichiarato dalle forze dell’ordine il branco avrebbe fermato la coppia di turisti polacchi poco fuori la zona delle discoteche sul lungo mare, quindi picchiato a sangue il ragazzo fino a renderlo inerme ed infine stuprato la sua fidanzata a turno. Intervistato sull’accaduto Maurizio Improta, questore di Rimini, aveva dichiarato: “Gli autori dell’aggressione dello stupro erano, spero di non essere smentito dalle indagini, reduci da una notte di sballo con abuso di sostanze alcoliche e stupefacenti”.

Nei giorni scorsi aveva parlato coi media la vittima dello stupro esprimendo il desiderio di fare ritorno in patria per dimenticare quanto subito: “Vi prego, aiutateci a tornare a casa. Vogliamo solo tornare in Polonia, e metterci alle spalle prima possibile questo incubo. Anche se sarà impossibile dimenticare quello che ci è successo…”. La giovane turista polacca, infatti, aveva già aiutato la polizia fornendo una descrizione dettagliata di tutti i suoi aggressori e, sebbene desideri sapere che i suoi aggressori non possano nuocere più a nessuno, il suo primo desiderio è andare oltre.

In attesa che la polizia rintracci ed arresti i colpevoli di questa atroce ingiustizia, i media locali hanno intervistato la donna che per prima ha soccorso i due turisti e che ha chiamato i soccorsi. La donna, la quale al momento dell’aggressione stava lavorando come prostituta in strada, ha raccontato lo stato in cui versavano le due vittime: “Stavo sul ciglio della strada, quando ho notato due ragazzi che cercavano di attraversare. Barcollavano in maniera spaventosa e da lontano ho pensato che fossero così ubriachi da non riuscire a stare in piedi. Erano spaventosi, i volti massacrati e gli occhi gonfi. Piangevano entrambi, lei non riusciva nemmeno a parlare, aveva un’espressione terribile. Il ragazzo parlava in inglese, mi chiedeva di chiamare la Polizia. Lui aveva addosso soltanto gli slip, la ragazza invece indossava vestiti da uomo”.

Alla donna si è avvicinato il ragazzo che in inglese le ha chiesto di chiamare la polizia e le ha spiegato cos’era successo, dicendole che gli aggressori gli sembravano provenienti dal nord Africa, quindi sottolinea come a quel punto ha fatto l’unica cosa in suo potere per aiutarli: “Mi sono attaccata al telefono e ho chiamato subito la Polizia e l’ambulanza, non potevo fare altro”.

F.S.