A 25 anni fu vittima di un rapimento clamoroso: ora la tragica notizia

(Websource / Daily Mail)

Si è spenta in casa sua a 50 anni Stephanie Slater, l’agente immobiliare che nel lontano gennaio 1992 era stata protagonista di un rapimento entrato nella storia della Gran Bretagna (e non solo). Solo 11 giorni fa aveva scoperto di essere malata di cancro. A 25 anni era finita in una “trappola” congegnata dal serial killer Michael Sams, spacciatosi per un cliente che voleva vedere una casa a Birmingham. Sams l’aveva rapita e portata in uno scantinato, dove Stephanie era stata vittima, per otto lunghissimi giorni, di violenze sia fisiche che psicologiche, e tenuta segregata in una cassa di legno. L’ha liberata solo dopo il pagamento di un riscatto da 175.000 sterline, pagato dal suo datore di lavoro alla Shipways estate agency. L’anno successivo si era trasferita nell’Isola di Wight, dov’è poi rimasta fino alla sua prematura scomparsa.

La sua migliore amica, Stacey Kettner, ha raccontato che Stephanie non aveva mai superato il trauma di quella terribile esperienza (raccontata anche nel libro Oltre la paura, edito da Mondadori nel 1997), e viveva nel terrore che Sams sarebbe stato rimesso in libertà. “E’ stato un privilegio e un onore essere la migliore amica di Stephanie”, dice commossa. I genitori adottivi, Warren e Betty, erano entrambi morti e lei non era sposata né aveva figli. Aveva lavorato a stretto contatto con la Midlands Police per aiutare le persone che, come lei, erano state vittima di un rapimento. Il killer era stato condannato all’ergastolo anche per l’omicidio di una 18enne, Julie Dart, a Leeds, un anno prima del rapimento, e sta tuttora scontando la sua pena nel carcere di Whitemoor, nel Cambridgeshire.

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