Roma, assedio centro accoglienza: tutto è nato da una menzogna

(Websource/Archivio)

Si è inventata tutto Pamela Pistis, donna di 36 anni che ha innescato l’assedio contro il centro d’accoglienza della Croce Rossa a Tiburtino dicendo di essere stata rapita da un gruppo di immigrati quando aveva cercato di difendere i nipoti da un presunto attacco con le pietre. La donna, infatti, è stata iscritta nel registro degli indagati per lesioni aggravate dall’utilizzo dell’arma da fuoco in seguito ad un’informativa presentata ai carabinieri di Roma.

La donna aveva dichiarato agli inquirenti di essere stata aggredita da un gruppo d’immigrati quando si era posta in difesa dei nipoti che, stando alle sue affermazioni, erano stati aggrediti dagli stessi con le pietre. Questa aveva anche aggiunto che in seguito alla lite era stata sequestrata. In realtà la presunta vittima non solo non è stata rapita né colpita ma sarebbe stata lei ad aggredire un’immigrato eritreo con un piombino causandogli diverse ferite.

I primi dubbi sulla versione della donna erano sorti durante gli esami all’ospedale Pamela Pistis, infatti, non presentava alcuna ferita corrispondente al suo racconto. In seguito alle indagini alcuni testimoni hanno confutato anche il motivo addotto dalla donna per la lite: il migrante eritreo aveva solo finto di lanciare delle pietre per fare scappare i ragazzini che da qualche minuto lo prendevano in giro.

Il quadro ormai è chiaro, dunque, il pm di Roma Alberto Galanti ha conferito un doppio incarico: al medico legale ha chiesto di confrontare le ferite di Yacob con il tondino, mentre alla scientifica ha dato il compito di rintracciare tracce ematiche sull’arma utilizzata dalla Pistis. L’eritreo, ferito pesantemente alla schiena, si trova al momento all’ospedale con una prognosi di 30 giorni. Smentito anche il presunto sequestro, molti testimoni della croce rossa hanno confermato che si è trattato solamente di un espediente per prendere d’assalto il centro d’accoglienza. Da tempo, infatti, gli abitanti del quartiere mal sopportano la presenza dei richiedenti asilo.

F.S.