Bruna, lavora a 17 anni dove non dovrebbe. La morte l’attende per anni

(Websource/archivio)

Bruna Livieri era una ex dipendente della Sacelit, morta ieri mattina all’età di 82 anni. E nel suo necrologio ha voluto polemicamente rendere noto a tutti che nel decesso la stessa azienda potrebbe avere delle grosse responsabilità. Ecco le parole di Bruna: “Questo è il regalo della Sacelit per i soli 2 anni in cui ho lavorato da loro quando ero una 17enne”. L’azienda marchigiana era specializzata nella lavorazione dell’amianto, cosa che avrebbe provocato il manifestarsi di un mesotelioma nella donna. I medici hanno stabilito infatti un nesso tra il periodo di lavoro alla Sacelit tra il 1953 ed il 1955 ed il fatto che siano passati ben 61 anni da allora. Sempre Bruna, in un’intervista concessa a ‘Il Corriere dell’Adriatico’ nello scorso mese di maggio aveva svelato di aver dovuto rinunciare al posto alla Sacelit ai tempi “perché il mio corpo era finito col ricoprirsi interamente di un eczema. Lavoravo una pasta di cemento ed amianto da riporre in degli stampi per realizzare giunti ed altri elementi una volta indurita. Avevamo in dotazione dei guanti difettosi, tagliati nelle dita, e questo esponeva direttamente la pelle alla sostanza pericolosa. Bruna, dopo il licenziamento scelto da lei medesima, si era trasferita dapprima in Svizzera e poi in Germania, tornando solo in tempi recenti a Senigallia, in provincia di Ancona, il suo luogo di origine. Avrebbe desiderato vivere in serenità la pensione, ma così non è stato. La malattia l’ha uccisa dopo tutto questo tempo, e chi la conosce dice che il male non l’aveva comunque spaventata, e che Bruna ha lottato con grande coraggio fino all’ultimo istante.

S.L.

IL TG DEL 5 SETTEMBRE 2017