80mila euro di cachet a Gigi D’Alessio: “Troppi? No, anzi sono pochi”

D'alessio cachet
(Websource/archivio)

Si è scatenata una forte polemica intorno al compenso richiesto da Gigi D’Alessio per il concerto tenutosi a Pratola Serra in provincia di Avellino. L’opposizione aveva sollevato la questione in consiglio comunale sottolineando che si trattava di una cifra spropositata per il piccolo comune campano e che quei soldi li avrebbero di fatto dovuti tirare fuori i cittadini. D’Alessio ha risposto direttamente dal palco quando al termine di una canzone ha preso il microfono e ha spiegato: “Ricordatevi che qua stiamo sempre uno a cantà e 400 a mangià”.

Il cantante ha poi spiegato che di quegli 80mila, 16mila vanno allo Stato per il pagamento dell’Iva e un’altra buona parte serve per pagare tutti coloro che lavorano all’allestimento e all’organizzazione dell’evento (sicurezza, fonici, tecnici luci, musicisti…). Poi, spiega sempre D’Alessio, c’è da pagare la Siae, l’Enpals, gli alberghi e i furgoni che trasportano il materiale. Inoltre il cantante nega che i soldi siano stati tirati fuori dal Comune ma afferma che a pagare siano stati 42 sponsor.

F.B.