I medici la mandano a casa due volte e lei muore

malasanità Rosa Pesenti
(Websource/archivio)

Rosa Pesenti, 64enne di Calcio in provincia di Bergamo, era andata al pronto soccorso dell’ospedale Mellini di Chiari una prima volta con fortissimi dolori addominali. I medici non le fecero praticamente nessuna analisi e la rispedirono a casa con la prescrizione di alcuni medicinali generici per il mal di stomaco. Una settimana dopo, con dolori sempre più forti, la donna si ripresenta in ospedale e nonostante venga visitata da un medico diverso il copione non cambia. Una blanda visita, qualche medicinale prescritto e nessun esame strumentale nonostante a quel punto la figlia insistesse affinché a sua madre venisse fatta almeno una gastroscopia.

La povera Rosa torna a casa, il dolore atroce aumenta e lei inizia a vomitare sangue. D’urgenza i parenti la portano in un altro ospedale, a Bergamo, e solo qui le viene per la prima volta riscontrato ciò di cui soffriva da diversi giorni: la donna aveva l’esofago perforato. Un danno gravissimo che si era procurata con ogni probabilità ingoiando un ossicino durante una grigliata di carne. Nonostante le cure del caso la situazione era ormai degenerata e irrecuperabile e dopo pochi mesi la donna morì.

Questo gravissimo fatto avveniva circa due anni fa e ora è iniziato il processo per quei medici che per ben due volte ignorarono completamente i segnali che la paziente riferiva e la mandarono a casa senza approfondire la situazione. I parenti di Rosa Pesenti chiedono un risarcimento danni di 1 milione di euro.

F.B.