Il caso James Bulger, l’omicidio che ha sconvolto l’Inghilterra

(Websource/The Sun)

L’omicidio di James Burgler è ancora nella mente di tutti i cittadini di Liverpool abbastanza grandi da ricordarsi i fatti occorsi quel 13 febbraio del 1993. Questo perché la morte del piccolo James è avvenuta in seguito a torture ed atroci sofferenze quando aveva appena 2 anni, ma sopratutto perché ad ucciderlo non è stato il classico psicopatico con il volto segnato dalla vita, bensì due bambini di 10 anni.

Ciò che coinvolse tanto i cittadini di Liverpool non fu solo che a commettere questo efferato omicidio fossero stati i due bambini, ma le implicazioni che questo fatto comportava: ogni genitore in quel periodo si è trovato a pensare: “E se mio figlio fosse capace di fare qualcosa del genere?”. I due assassini, Jon Venables e Robert Thompson, erano due bambini come tutti gli altri che passavano i pomeriggi a giocare nel giardino sotto casa e nessuno li avrebbe mai pensati capaci di un simile gesto. Inoltre nella popolazione si è generata una forte empatia per la madre della vittima, la quale aveva perso di vista il figlio per pochi secondi prima che fosse portato via e ucciso, ed immedesimazione, visto che ciò che le era capitato poteva succedere a chiunque.

A ricordare i fatti è l’avvocato di Venables, il quale spiega che James e la madre Denise si erano recati allo Strand (un centro commerciale di Liverpool), quindi la donna era entrata in una bottega per un acquisto e quando si è girata verso il figlio si è accorta che non c’era più. Dopo tre giorni di ricerche il corpo di James è stato trovato in pezzi nei pressi della linea ferroviaria. Ad ucciderlo, come testimoniato dalle telecamere a circuito chiuso del centro commerciale, erano stati Venables e Thompson: i due bambini avevano attirato James offrendogli una bibita, quindi lo avevano portato fuori dal centro commerciale e giunti in un luogo appartato lo avevano colpito con pietre, calci, mattoni ed infine con una pesante barra di ferro. Dopo averlo ucciso i due bambini hanno coperto il suo corpo con dei mattoni e lo hanno lasciato sui binari così che il primo treno che passava lo avrebbe tagliato in più parti.

I due bambini sono stati processati e condannati a 8 anni di carcere, poi, quando hanno compiuto la maggiore età, sono stati rilasciati con un’altra identità per evitare che la loro vita venisse resa impossibile da chi ricordava cosa avevano fatto da bambini. Nonostante questi accorgimenti gli esperti sono concordi nell’affermare che dopo un simile gesto la loro vita non sarà mai più la stessa e che il peso di quanto fatto li segnerà per tutta la vita.

F.S.