Maelys, una bugia potrebbe incastrare il presunto orco

Le ricerche di Maelys (PHILIPPE DESMAZES/AFP/Getty Images)

Non si fermano in Francia le ricerche della piccola Maelys De Araujo, la bimba di 9 anni scomparsa durante un banchetto di matrimonio. Di lei non si hanno notizie dalla notte del 27 agosto, quando si trovava in una sala ricevimenti insieme ai genitori ed altri 250 invitati al matrimonio di un amico del padre a Pont-de-Beauvoisin, in Francia. Man mano che passa il tempo, si fa sempre più strada la pista del rapimento dell’orco finito poi in tragedia e nei guai è finito un 34enne arrestato dalla polizia, Nordahl L., amico del padre della piccola Maelys, che però nega qualsiasi coinvolgimento.

L’uomo, infatti, continua a sostenere di non sapere nulla di quanto accaduto alla bambina, nonostante i compromettenti graffi sulle mani notati dagli inquirenti subito dopo il fermo, e la traccia di Dna appartenente alla stessa Maelys rilevata all’interno della sua auto. Chi è sicura dell’innocenza del 34enne è sua madre, che sostiene: “Non potrebbe mai fare una cosa simile, non è un mostro, è impossibile”. Ma in queste ore stanno emergendo anche alcune bugie che Nordahl L. avrebbe detto dopo la sparizione della piccola. Infatti, per giustificare le tracce di Maelys nella sua auto, l’uomo avrebbe spiegato che la piccola si è seduta in auto insieme ad un bimbo biondo con la scusa di vedere il cane, ma stando ai riscontri tra i tanti piccoli invitati nessuno corrisponderebbe alla descrizione fatta dal 34enne. Gli inquirenti hanno dunque sempre meno dubbi che l’uomo abbia fatto salire Maelys sulla propria Audi per poi farla sparire.

 

GM