Pensioni, la lettera dell’Inps: “Ci siamo sbagliati, dovete restituirle”

(websource/archivio)

Nei giorni in cui il governo annuncia il piano per l’Ape volontaria, il pensionamento anticipato a partire da 63 anni per tutti i lavoratori pubblici e privati, per migliaia di anziani in tutta Italia arriva da parte dell’Inps una lettera che chiede vengano rimborsate somme non dovute. La lettera in sostanza dice: “Scusate, ci siamo sbagliati. Ridateci indietro le vostre pensioni entro trenta giorni”. A denunciare quanto sta accadendo è stata la trasmissione Mediaset “Dalla vostra parte”, nei giorni scorsi. I rimborsi varierebbero da alcune centinaia a diverse decine di migliaia di euro.

Ma al danno per i rimborsi si aggiunge la beffa: i pensionati lamentano infatti di aver provato a contattare telefonicamente l’Inps, ma che al momento l’unico modo per interagire con l’ente sarebbe il portale web. Ma c’è di più: l’Inps ammette che quei soldi sono stati erogati per un proprio errore, quindi sarebbe diciamo ‘buon gusto’ che sia l’ente previdenziale a mettersi a disposizione dei cittadini. Invece, paradossalmente l’Inps comunica solo attraverso il proprio sito web, negandosi di fatto a migliaia di pensionati che hanno difficoltà nell’accessibilità online.

Peraltro, sono i più anziani a dover restituire di più, in qualche caso fino a 56mila euro. Uno degli interessati, Roberto Reale, 64enne disabile di Comacchio, ai microfoni di Mediaset spiega: “Non so come fare”. E’ uno dei più fortunati e deve ‘solo’ settemila euro. Un pensionato di Treviso deve rendere 24 anni di pensione: finirebbe di pagare, in sostanza, al compimento del 102esimo compleanno.

GM