“Così le ‘lampade’ mi hanno devastato la vita”: la tragica confessione di Terri Dwyer

(Websource / archivio)

“Guardatemi in faccia, e promettete a voi stessi che non vi farete mai una lampada”. Così esordisce Terri Dwyer, attrice britannica nota per la sua partecipazione alla soap Hollyoaks, nel raccontare la sua battaglia contro un cancro alla pelle. Già, perché lei da adolescente non ha tenuto conto di quanto possa essere pericolosa l’abbronzatura artificiale, anzi: ne ha usato e abusato. E ora ne sta pagando le conseguenze.

Terri sta lottando per la seconda volta contro il tumore, una malattia che – confessa – ha avuto un “effetto devastante” sulla sua vita. E ha ora deciso di sposare anche un’altra battaglia: quella per la messa al bando dei “lettino solari” nel Regno Unito. “Quand’era giovane, nulla poteva dissuadermi dalla ‘lampada’. Quanto mi piaceva abbronzarmi a quel modo… Adoravo il calore dei raggi sulla mia pelle e il look da spiaggia che poi mi davano. A 18 anni mi sono addirittura fatta installare un lettino solare in casa, per avere la tintarella 365 giorni all’anno. Se solo avessi saputo come sarei stata a distanza di anni, a causa del tumore alla pelle che quelle sedute mi hanno provocato…”.

Un terribile errore
Dwyer non lesina dettagli anche “forti” nel raccontare la sua malattia. Parla del “dolore lancinante delle operazioni e delle iniezioni”, dell'”attesa carica d’ansia dei risultati”, del “terrore nel sentirmi dire che avevo un melanoma maligno”, delle “cicatrici e dello spaventoso ciclo di controlli”. “Ho perso entrambi i genitori, morti di cancro, quando avevo 30 anni. E oggi l’idea che i miei figli, Caidan, di 11 anni, e Kylan, di 7, vivano lo stesso trauma mi tormenta. Soprattutto perché la causa di tutto è stata la mia ignoranza e vanità di adolescente che cercava solo di essere alla moda”.

Terri ha interrotto quella pericolosa abitudine a 22 anni, ma il danno ormai era fatto. “Finora mi hanno tolto 8 nei – racconta – ma sono tutt’altro che immune dalla malattia. Dovrò continuare a operarmi e controllarmi per tutta la vita”. E se ai suoi tempi i rischi legati alla lampada erano decisamente poco noti o sottovalutati, oggi “mi dà rabbia pensare alla perdurante mancanza di regole in questo settore, e al fatto che le creme solari siano trattate come prodotti di bellezza, anziché come prodotti medici. La gente è all’oscuro dei rischi che corre. I centri abbronzatura dovrebbero essere tappezzati di avvisi sui rischi per la salute… come i pacchetti di sigarette”. “Io non posso tornare indietro e cancellare le ingenue azioni dell’adolescente che ero – conclude – . Ma spero di poter convincere gli adolescenti di oggi a non fare lo stesso terribile errore”.

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