Boldrini: “Contro di me una disgustosa strumentalizzazione”

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Il presidente della Camera Laura Boldrini, spesso al centro di polemiche soprattutto sui social network e alla quale spesso viene rinfacciato di aver definito “risorse” i migranti che giungono in Italia, era finita nell’occhio del ciclone per non aver commentato lo stupro di Rimini. Qualcuno si aspettava una dura condanna o comunque prese di posizione più nette. E’ lei stessa ora a spiegare perché non ha parlato immediatamente dopo quei fatti: “Io non faccio la commentatrice di professione. Il mio impegno a 360 gradi sulle donne è noto. Che qualcuno metta in dubbio il mio impegno dimostra tutta la cattiva fede e la volontà di strumentalizzare”.

La Boldrini, ospite in tv su La7, ha poi aggiunto: “Non ho parlato subito perchè c’erano ancora indagini in corso. Trovo disgustosa la strumentalizzazione. Oggi per offendere una figura istituzionale si arriva ad evocare lo stupro. Non c’è più niente da dire. Lo ho visto fare solo in guerra: in Rwanda ed in ex Jugoslavia”.

La conduttrice della trasmissione Myrta Merlino, proprio insieme alla Boldrini, ha voluto poi lanciare una campagna contro l’odio e gli insulti (spesso sessisti) su Facebook: “Rintracciare gli anonimi dei social è praticamente impossibile, non ho mai presentato denunce, assuefatta all’idea che non ci potevo far niente. Poi, quest’ estate, guardavo mia figlia Caterina, 16 anni, controllare like e faccine e mi sono accorta di essere terrorizzata: io, se ricevo un insulto, spengo e non ci penso più, ma una sedicenne no, ne soffre. Buona parte del riconoscimento della sua identità passa dai social”.

F.B.