Il dramma di Maria, violentata e uccisa da un rifugiato – FOTO

Maria Ladenburger (foto dal web)

Prende il via in Germania il processo per la morte di Maria Ladenburger, studentessa 19enne di Friburgo, uccisa a ottobre 2016 da un profugo. La vicenda della ragazza, figlia del dirigente della Ue, Clemens Ladenburger, aveva particolarmente scosso l’opinione pubblica tedesca, dopo i fatti di Colonia che avevano fatto finire nel mirino di feroci critiche Angela Merkel,  pronta peraltro a ricandidarsi per il quarto mandato. A dicembre, per quel feroce delitto, venne arrestato Hussein Khavari, richiedente asilo di origini afgane. Il ragazzo aveva notato la 19enne studentessa di medicina che lavorava anche come volontaria per un centro che si occupa di rifugiati.

Maria Ladenburger, nella notte del 15 ottobre 2016, era stata ospite a una festa alla Facoltà di Medicina, che lasciò poco prima delle tre del mattino, in sella alla sua bici. Non sapeva che ad aspettarla nell’ombra c’era Hussein Khavari, che le saltò addosso e dopo averla stuprata decise di annegarla nel vicino fiume Dreisam. Venne infine simulato dal giovane profugo un incidente. L’opinione pubblica tedesca rabbrividì di fronte a quel brutale atto, commesso peraltro ai danni di una ragazza in prima linea nell’assistenza ai rifugiati. Venne così istituita una commissione speciale composta da 68 ufficiali. La task force interrogò più di 1400 testimoni, infine – grazie a una sciarpa nera ritrovata in riva al fiume e sulla quale furono trovate tracce biologiche – si poté fare il confronto con un capello trovato invece in una pianta e appartenente al presunto assassino. Decisive anche alcune videoregistrazioni, così si arrivò ai primi di dicembre e all’annuncio dell’arresto di Hussein Khavari.

L’assassino di Maria Ladenburger disse di essere minorenne, ma in realtà aveva 22 anni e si poté successivamente ricostruire la sua storia: nato in Afghanistan, a 13 anni scappa in Iran e poi a causa di “guai con la polizia” ripara prima in Turchia, quindi in Grecia e a Corfù si rende responsabile dell’aggressione a una giovane. La ragazza sopravvisse riportando gravi lesioni, mentre Hussein Khavari venne prima arrestato, quindi amnistiato dal governo greco. Violò l’obbligò di firma e emigrò in Germania, dando false generalità e fingendosi minorenne. Dopo la morte di Maria Ladenburger, il ministro degli Interni tedesco, Thomas de Maizieri accusò il governo greco di non aver fatto nulla per impedirne la fuga. Molte le critiche al sistema d’accoglienza europeo dopo quei fatti, ma a cercare di porvi fine furono proprio i familiari della vittima, con una donazione a un’associazione che aiuta i migranti.

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GM