Firenze, spuntano i nomi dei carabinieri e novità sulle studentesse

 

(Websource/archivio)

La vicenda dei carabinieri coinvolti nell’episodio di presunta violenza sessuale ai danni di due studentesse americane a Firenze continua a tenere banco. Sono spuntati fuori anche i nomi dei militari coinvolti: si tratta dell’appuntato scelto Marco Camuffo, 53 anni, separato e padre di tre figli, con una militanza ventennale nell’Arma, e del carabiniere scelto Pietro Costa, 32 anni. A loro carico la Procura del capoluogo toscano ha aperto una inchiesta. Il più giovane si è presentato spontaneamente proprio in Procura per rispondere alle domande dei magistrati. Il tutto sarebbe durato un’ora. Sabato scorso era stato Camuffo a recarsi invece in Procura di sua spontanea volontà, confermando che c’erano stati dei rapporti sessuali ma aggiungendo anche che le due studentesse erano consenzienti, negando quindi qualsiasi violenza. Sempre Camuffo ha detto di non sapere cosa avesse fatto il collega, a sua volta appartatosi con l’altra ragazza. Entrambi sono stati sospesi dal servizio e su di loro sta indagando pure la Procura militare. Ed anche Pietro Costa ha ammesso di aver avuto un rapporto sessuale con una delle ragazze, pur negando qualsiasi stupro. Nella sua versione, il carabiniere afferma che tutto è nato dopo che le americane (una di loro è tornata in patria, l’altra è stata raggiunta dalla madre) li avrebbero invitati a salire in casa, in pieno centro storico di Firenze, nei pressi di via Tornabuoni.

Alcolici e stupefacenti per le ragazze

Una zona che da quanto risulta sarebbe di competenza della polizia, e quindi la presenza dei due militari lì risulta immotivata, tanto più perché non è stata segnalata dai diretti interessati. Secondo le riprese delle telecamere di sicurezza installate in strada, i carabinieri si sarebbero trattenuti per circa 20 minuti nella strada dove abitano le studentesse, tempo giudicato necessario per consumare un rapporto sessuale e poi andare via. Costa, al cospetto del pm Ornella Galeotti e del procuratore aggiunto Rodrigo Merlo, è parso molto provato, scoppiando anche in lacrime in alcuni frangenti. Il più giovane dei due imputati ha affermato di essere “consapevole di aver sbagliato e di essere pronto a pagare”. Risulta anche che le americane fossero fortemente ubriache, al punto che pure 4 ore dopo l’episodio nel loro organismo erano presenti alti quantitativi di alcol, come stabilito dagli esami medico-legali disposti dalla Procura di Firenze. Ma per avere certezza assoluta circa il fatto se i rapporti sessuali fossero stati consezienti o meno, bisognerà aspettare la relazione di un consulente specifico, nominato appositamente dalla procura. Per questo si renderà necessario attendere qualche settimana. E’ anche emerso che una delle due studentesse avesse assunto delle sostante stupefacenti (marjuana o hashish), anche se non si conosce in quale misura e se a ridosso del rapporto sessuale o meno.

S.L.