“Lucio aveva subito tre Tso, perché era libero di uscire?”

Lucio Marzo Noemi Durini
Noemi e Lucio (Facebook)

Lucio Marzo ha ucciso la fidanzatina Noemi Durini di soli 16 anni. Lo ha confessato lui dapprima dicendo che lei voleva lasciarlo e poi sostenendo che lo ha fatto perché lei aveva in mente di uccidere i suoi genitori. Già da questo si deduce che Lucio abbia seri problemi e a comprovarlo ci sono anche i tre trattamenti sanitari obbligatori ai quali era stato sottoposto negli ultimi mesi.

Ne parla anche Selvaggia Lucarelli, in un lungo post che sta facendo molto discutere e ottenendo molti consensi: “La povera Noemi è stata ammazzata come un cane da un ragazzo con problemi psichici accertati, reduce da tre tso, sicuramente geloso e possessivo, sicuramente ossessionato da questa storia e probabilmente dai mostri che vivevano e vivono nella sua testa”.

“Non so chi fosse davvero Noemi – prosegue la Lucarelli – non so se fosse gelosa a sua volta (può essere), ma so che scappava spesso di casa, che era stata bocciata, che forse non era la figlia più facile del mondo. E’ importante non dipingerla come la ragazza perfetta, perché le vittime (così come i carnefici) non vanno mai idealizzate. Idealizzarle, crea distanza tra noi e l’accaduto. E invece no, Noemi poteva essere nostra figlia, poteva essere noi qualche anno fa, può essere la nostra vicina di casa oggi. Può essere noi, ora. Era, pare, un ragazza come tante, Noemi. Tenera coi suoi cuoricini per il fidanzato su fb, tormentata da una storia asfissiante e morbosa, probabilmente convita che lui, nonostante tutto, la amasse. E’ quel “nonostante tutto” che ci uccide. Che l’ha uccisa”.

E poi ancora: “C’è solo una cosa che non mi torna in tutta la storia: la libertà di cui godevano questi due ragazzini: uno troppo violento e l’altra troppo in balia non solo del suo assassino, ma anche e con evidenza da quel “nonostante tutto”. Perché in un contesto così pericoloso e violento, con denunce pregresse, ostilità tra famiglie, botte accertate e un’evidente dipendenza affettiva, questa ragazzina di 16 anni era libera di uscire alle 5 del mattino? Perché un ragazzo di 17 con tre tso in curriculum, era libero di uscire e usava l’auto della madre? Perché non so voi, ma io a 16 anni non mettevo piede fuori casa senza autorizzazione. E sì, un genitore finché hai 16 anni ha tutti i mezzi per impedirti di uscire la sera, il giorno, a metà pomeriggio e all’ora del tè anche a costo di chiuderti a chiave in camera. Con questo non concedo attenuanti a nessuno e non sposto il mirino dall’unico e vero assassino. Ho molte perplessità su una storia in cui si parla di tribunali dei minori disattenti (e se lo sono stati che paghino, una volta tanto) ma pare esserci stata tanta, forse imperdonabile disattenzione anche fuori”.

F.B.