Caso biglietti: Andrea Agnelli rischia una dura condanna sportiva

(CHRISTOF STACHE/AFP/Getty Images)

E’ a una svolta l’inchiesta della giustizia sportiva sulla infiltrazione della ndrangheta nella curva della Juventus: a rischiare grosso è Andrea Agnelli. Il capo della procura Figc, Giuseppe Pecoraro, ha richiesto nel primo pomeriggio di oggi al tribunale federale nazionale due anni e mezzo di inibizione più 50mila euro di ammenda da infliggere al presidente della Juventus. Andrea Agnelli è stato deferito per la presunta violazione degli articoli 1 bis (lealtà sportiva) e 12 (rapporti con i tifosi). Richieste pesanti anche per la Juventus: due gare da giocare a porte chiuse e 300 mila euro di multa per responsabilità diretta della società.

Andrea Agnelli non è l’unico a rischiare molto in questa vicenda. Infatti, per l’ex direttore commerciale della Juventus, Francesco Calvo, sono stati chiesti 6 mesi di inibizione e 10mila euro di ammenda. Alessandro Nicola D’Angelo, security manager della Juve, rischia un’inibizione di due anni e ammenda di 10mila euro. Per Stefano Merulla, responsabile del ticket office, inibizione di un anno e 6 mesi e ammenda di 10mila euro. L’avvocato Franco Coppi commenta: “Se puntiamo alla assoluzione completa? Beh, certo. Quando ci aspettiamo la sentenza? Il collegio ha dieci giorni di tempo, quindi da qui a dieci giorni. La procura fa il suo mestiere, in genere non siamo abituati a fare previsioni, se un mese o l’ergastolo. Importante qui e contrastare gli argomenti dell’accusa”. La sentenza potrebbe arrivare la settimana prossima e Andrea Agnelli rischia che l’inibizione venga estesa in ambito Uefa e Fifa.

 

GM