Consip, i Carabinieri alla pm: “Scoppierà un casino. Arriviamo a Renzi”

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Per quasi due mesi è stato mantenuto il più stretto riserbo su quanto emerso dall’audizione dinnanzi al Csm della procuratrice di Modena Lucia Musti, il colloquio riguardava i retroscena dell’indagine sulla Consip in cui è coinvolto il padre dell’ex premier Matteo Renzi. Durante il colloquio con il Csm la procuratrice ha detto di aver parlato con il capitano del Noe Scafarto e con il colonnello Ultimo in un paio di occasioni. Era l’aprile del 2015 e la procura di Modena aveva appena ricevuto gli atti dell’inchiesta sugli affari della Coop Cpl Condordia, inchiesta aperta dalla procura di Napoli ma trasmessa a Modena per competenza territoriale.

Il magistrato Musti si sofferma sul secondo incontro con Sacafarto in cui era presente anche l’allora vice comandante del Noe, Sergio De Caprio (conosciuto come il colonnello Ultimo). In quella occasione i due ufficiali le hanno comunicato di avere in mano del materiale potenzialmente esplosivo: “Dottoressa, lei, se vuole, ha una bomba in mano. Lei può far esplodere la bomba. Scoppierà un casino. Arriviamo a Renzi”. Incalzata dai consiglieri la Musti ha confidato di aver pensato che Scafarto e De Caprio avessero un atteggiamento spregiudicato: “Come -ha aggiunto- presi da un delirio di onnipotenza”.

Le dichiarazioni del procuratore di Modena sono state inviate di recente alla Procura di Roma come documentazione utile all’inchiesta aperta ai danni di Scafarto (promosso recentemente al grado di Maggiore) per falso e divulgazione di segreto nel caso della Consip. La procura di Roma indaga anche sulla divulgazione delle registrazioni telefoniche tra il Generale della Guardia di Finanza Michele Adinolfi e Matteo Renzi, pubblicati sul ‘Fatto Quotidiano’ nel luglio del 2015. All’epoca dei fatti la Procura di Napoli indagò sui sotto ufficiali del Noe, ma la loro posizione è stata archiviata. Durante il colloquio tra il Csm e il procuratore di Modena è emerso, però, che lo stesso Scafarto avesse un interesse particolare a far continuare le indagini sul Cpl e la Procura di Roma indaga sull’ipotesi che sia stato proprio lui a divulgare le registrazioni.

F.S.