La mamma di Noemi: “Mia figlia straziata, anche dalle parole”

Noemi Durini (Facebook)

Continua a non darsi pace Imma Rizzo, la mamma di Noemi Durini, uccisa barbaramente dal fidanzato Lucio Marzo e trovata nelle campagne del Sud Salento due giorni fa. La donna più volte aveva denunciato le violenze perpetrate dal 17enne nei confronti della figlia. E’ stata proprio la donna disperata a ribadire questo aspetto appena si è diffusa la notizia della morte: “Lo sapevate, lo sapevate tutti che lui l’aveva ammazzata”, ha urlato. Proprio per questa ragione, il ministro della Giustizia Orlando ha avviato un’inchiesta sulla procura per i minorenni di Lecce. Gli ispettori dovranno accertare se realmente siano rimaste inevase le denuncia di Imma Rizzo.

Intanto, il papà di Noemi è tornato ad accusare Biagio Marzo, padre di Lucio, sostenendo che a suo avviso sarebbe lui l’assassino della figlia. Imma Rizzo, in queste ore, ha voluto difendere la memoria della figlia barbaramente uccisa in un’intervista alla trasmissione televisiva ‘Quarto Grado’. Ha sottolineato la mamma di Noemi Durini: “Mia figlia è una ragazza solare, che parlava con tutti. Le piaceva avere amicizie con tutti, però queste persone cattive me l’hanno portata via”. La donna ha aggiunto: “Queste persone hanno sempre calunniato mia figlia e gli inquirenti lo sanno. Quando prenderanno i tabulati, emergeranno le minacce telefoniche, con messaggi Whatsapp e anche con messaggi normali”.

Imma Rizzo poi guarda fisso la telecamera e si rivolge al padre dell’assassino reo confesso della figlia: “Quindi signor Marzo, lei può dire a me qualunque cosa, ma mia figlia non la deve toccare mai più”. La mamma di Noemi Durini respinge poi le accuse secondo le quali la 16enne avrebbe anche tentato di acquistare una pistola per poi uccidere i ‘suoceri’: “Mia figlia non si sarebbe mai permessa, anche perché mia figlia è nata in una famiglia sana, in una famiglia perfetta e proprio per questo si è ritrovata morta. Lei, signor Marzo, non la poteva vedere, perché suo figlio doveva diventare un delinquente come lei. E mi assumo la responsabilità di quello che sto dicendo”.

“Lei voleva fare la crocerossina e stare vicino a questo ragazzo, che in fin dei conti non aveva nessun tipo di problema ed era perfettamente capace di intendere e di volere, altro che Tso per colpa di mia figlia”, spiega Imma Rizzo, parlando del rapporto tra la figlia e il suo giovane assassino. QUindi chiarisce sulle voci circa il fatto che Noemi Durini fosse una ragazza difficile: “Cercavo di seguire mia figlia ma non ce la facevo da sola, dal 19 luglio dovevano intervenire gli assistenti sociali ma non si sono mai visti”. Alla trasmissione di Rete4 è intervenuta anche Benedetta, la sorella di Noemi: “Il loro rapporto era possessivo e malato, non è normale che lui le impedisse di truccarsi, di usare il cellulare, di uscire con le amiche o con la sorella. Uno così non lo definirei neanche una persona. Quando aveva picchiato mia sorella, gli dissi che se lo avessi rivisto in paese avrei chiamato i carabinieri e lui mi minacciò”.

GM