Uccide amico per rito satanico, dopo 16 anni l’incredibile svolta

(websource/mirror.co.uk)

Daniel Ruda era stato condannato nel 2002 per aver ucciso il suo amico Frank Hackert. Aveva pugnalato la sua vittima 66 volte e aveva bevuto il suo sangue perché come aveva raccontato al momento dell’arresto si trattava di “sacrificio satanico”. L’uomo aveva descritto la macellazione del suo amico e aveva coinvolto anche la moglie Manuela. La stessa donna aveva bevuto il sangue della vittima. Quando è stato condannato mostrava ancora i denti incisivi taglienti per assumere l’aspetto di un vampiro. Rimasto in carcere per 16 anni, ora il tribunale ha deciso che può tornare in libertà sotto il nuovo nome di Daniel Wegner. La coppia era solita trascorrere le vacanze in Inghilterra e Scozia dormendo in cimiteri e partecipando a riti satanici. Manuela è stata condannata a 13 anni e dopo la scarcerazione è stata ricoverata in un centro psichiatrico dove sta ancora ricevendo le cure necessarie. Anche lei ha ottenuto una nuova identità e non ha più contatti con Ruda. L’ex marito ha lavorato come bibliotecario in una prigione vicino Dortmund e l’anno scorso ha chiesto l’autorizzazione per rientrare in società. Il suo avvocato Hans Reinhardt ha dichiarato: “Vogliamo dimostrare che non è un uomo pericoloso. Non prende droghe e non beve alcool. Sua madre, di 75 anni, va a trovarlo regolarmente. Ha solo un desiderio, vedere suo figlio libero prima che muoia. Ora vuole tornare in società, trovare una moglie, stabilirsi e avere una famiglia. È giusto che sia autorizzato alla scarcerazione. Questa decisione è tardiva”. Doris Hackert, madre della vittima di Ruda, ha invece dichiarato: “Spero non accada ciò che hanno richiesto. Sono psicologicamente a pezzi, sarebbe un incubo per me vederlo di nuovo in libertà”. La coppia dichiarò di aver scelto la vittima per il sacrificio perché era “così divertente e sarebbe stato perfetto per Satana”. Hermann Hackett, padre della vittima, ha dichiarato alla notizia dell’imminente libertà: “Avrà un futuro brillante e io andrò al cimitero a trovare mio figlio”.