Noemi, il medico legale risponde alla terribile domanda: “E’ stata stuprata?” – VIDEO

    Noemi Durini

    Sono giunti poco fa i primi risultati dell’autopsia sul corpo di Noemi Durini, l’adolescente salentina uccisa dal fidanzato reo confesso. Ancora pochi sono gli elementi certi per stabilire le cause della morte della sedicenne. In ogni caso, sembra che alcune lesioni presenti tra il collo e la testa della giovane destino “forti sospetti” tra i medici legali. In più occasioni, Lucio, il fidanzato di Noemi Durini, ha spiegato di aver ucciso la ragazza con una coltellata al collo, spiegando però agli inquirenti di aver agito di fronte al proposito della giovane di uccidere i genitori di lui. Una delle certezze è che comunque il delitto sia avvenuto il giorno stesso della scomparsa della ragazza. Poco fa, il medico legale ha risposto alle domande dei cronisti, spiegando che al momento è difficile fare delle ipotesi certe perché il cadavere di Noemi Durini “era in avanzato stato di decomposizione, pieno di vermi”. Poi ha chiarito: “Al momento siamo in una fase di stallo, ogni ipotesi è aperta”.

    La posizione del giovane in carcere per l’omicidio, intanto, si complica: dopo la lettera scritta dal ragazzo a Noemi un anno fa circa in cui emergono tratti della personalità problematici (“fumavo un sacco di marjuana e la spacciavo ovunque”) e una verità diversa da quella che sostiene ora davanti ai giudici (“I miei mi fanno impazzire, ma appena ho 18 anni ti sposerò”) arrivano le parole di un amico che smentisce Lucio e getta una nuova luce sulla vicenda.

    “Era molto arrabbiato – ha detto il testimone agli inquirenti – piangeva e urlava in dialetto: ‘O mi uccido o vado a ucciderla’”. Un dettaglio che fa capire come l’idea dell’omicidio fosse già nella testa del ragazzo e non sarebbe stata, come sostenuto anche dai suoi legali, un raptus dovuto alla rabbia del momento. L’idea che l’accusa sta portando avanti è quella di un omicidio premeditato e questa testimonianza potrebbe risultare decisiva in tal senso.

    Il medico legale parla dopo l’autopsia

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