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Sabri Abdul Rauf, docente di Giurisprudenza comparata dell’Università ‘al Azhar’ del Cairo, ha scioccato il pubblico che assisteva ad una trasmissione tv nella quale era ospite affermando che “fare sesso con la propria moglie morta è qualcosa di assolutamente lecito”. La cosa ha scioccato le autorità egiziane, i colleghi di Rauf e l’opinione pubblica. L’università ‘al Azhar’ rappresenta uno dei centri religiosi più importanti dell’Islam sunnita. Il professore definisce “insolita” questa pratica, ma afferma con sicurezza che “fare sesso con la moglie appena morta è comunque “halal”, lecito”. Questa usanza è chiamata in gergo “coito d’addio” e non va vista come una profanazione di cadavere.

Ma in moltissimi non la pensano così, a cominciare dal governo egiziano, che attraverso un proprio portavoce si è detto assolutamente scioccato, bollando la cosa come “illogica ed insana, che deforma l’immagine dell’Islam e danneggia l’immagine dei musulmani nel mondo”. Eppure solamente ad inizio 2017 il parlamento locale aveva espresso parere favorevole all’introduzione di una legge che rendesse lecito il coito d’addio fino a sei ore dopo la sua morte. Questo tema di necrofilia così delicato è stato discusso anche in Marocco, dove il religioso Zamzami Abdul Bari aveva dichiarato che il matrimonio “rimane valido anche dopo la morte” e che “anche per la donna è lecito esercitare lo stesso diritto”.

S.L.

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