“Io violentata da cinque soldati, con mio marito morto per difendermi”

(Websource/dailymail.co.uk)

Migliaia di donne del Sudan meridionale hanno raccontato di terribili violenze e stupri che hanno subito durante la brutale guerra civile che da anni sta martoriando il paese africano. Una di loro in particolare parla di come è stata violentata da cinque soldati, circostanza che è costata la vita al marito, accoltellato a morte nel tentativo di difenderla. Un’altra dice invece di essere stata bendata e spogliata, per poi subire gli abusi sessuali da tre militari con il suo bambino lì presente, che era poi riuscito a fuggire senza vestiti. Tutte queste orribili storie sono state riportate da Al Jazeera, che ha mandato in onda un reportage sui diritti umani. In merito al primo episodio, la vittima dice che altre cinque donne, che facevano parte dell’esercito governativo, avevano rapinato lei ed altre quattro madri di famiglia dopo gli episodi di stupro.

Bambini soldato

Il Sudan del Sud ha ottenuto l’indipendenza dal resto del paese nel 2011, ma da allora vive una condizione assai turbolenta. La guerra civile è scoppiata nel 2013, quando il presidente Salva Kiir Mayardit aveva denunciato un fallito colpo di stato orchestrato dal suo vice Riek Machar. Una tregua è stata firmata tra le parti coinvolte nel 2015, ma dopo neanche un anno si è ripiombati nel caos. Non mancano nemmeno casi in cui si è assistito al triste episodio dei bambini soldato. Diverse associazioni per i diritti umani, tra cui Amnesty International, hanno dichiarato che le truppe di entrambi gli schieramenti, i Dinka ed i Nuer, si sono resi responsabili di violenze. I rapporti precedenti da parte di Amnesty hanno parlato in particolare di episodi allucinanti riguardo a svariate violenze sessuali: si fa riferimento a stupri singoli e di gruppo, schiavitù sessuale, mutilazioni di genitali, torture, castrazione e nudità forzata.

Casi orribili

Una donna, identificata col nome di Sara, parla di come sua madre di 60 anni era stata violentata da tre soldati mentre cercava del cibo per la sua famiglia. Invece Sofia, una 29enne madre di tre bambini, era stata rapita dal suo paese per essere tenuta in schiavitù sessuale per un mese con altre cinque ragazze: “I ribelli ci avevano attaccato di notte, scegliendo selettivamente le loro vittime. Avevo detto loro di essere una vedova con tre figli, ma a loro non è importato affatto”. Secondo Amnisty le violenze sessuali perpetrare da entrambe le parti vengono compiute in maniera premeditata, ma un portavoce del governo ha negato titto sempre ad Al Jazeera, ribadendo che i soldati che si sono macchiati di simili comportamenti sono stati puniti, pur ammettendo che alcuni casi potrebbero invece non avere conseguenze.

S.L.