Stupro di Firenze, arrivano le scuse dell’Arma dei Carabinieri

ULTIMO AGGIORNAMENTO 9:35
(websource/archivio)

Non si fermano le polemiche riguardo la vicenda dei due carabinieri coinvolti nello stupro di Firenze ai danni di altrettante studentesse americane. Nelle scorse ore, Pietro Costa, 32 anni, il più giovane dei due, è tornato a parlare di quanto accaduto in un’intervista al telegiornale di La7, raccontando la propria verità. Sempre Pietro Costa, nei giorni scorsi ha provato a scaricare gran parte della responsabilità al capo pattuglia Marco Camuffo, 50 anni, da venti nell’Arma.

Sempre a La7, nel corso della trasmissione Omnibus, il colonnello Roberto Riccardi, capo ufficio stampa dell’Arma dei Carabinieri, ha chiesto “scusa a queste due ragazze e speriamo di recuperare il rapporto con loro e con le loro famiglie”. Quindi ha aggiunto: “Per noi è una novità relativamente recente l’ingresso delle donne nei nostri ranghi e questo ci sta aiutando molto a vivere in modo completo il rapporto con l’altra metà del cielo: essere a contatto per lavoro, uscire di pattuglia insieme, avere responsabilità comuni, avere un comandante donna è istruttivo da questo punto di vista. Il maschilismo è sempre in agguato per chiunque ma spero che non sia un problema per l’Arma dei Carabinieri o delle Forze Armate in genere”.

Sul mancato arresto dei due carabinieri, Riccardi sottolinea: “Sono decisioni dell’autorità giudiziaria, una misura cautelare ha bisogno del pericolo di fuga, inquinamento delle fonti di prova o pericolo di reiterazione del reato; queste sono valutazioni della procura della Repubblica che evidentemente fino a questo momento non ha ritenuti ci fossero questi presupposti. La giustizia sta facendo il suo corso nei confronti dei 2 carabinieri di Firenze ma, nel frattempo, l’Arma ha adottato un provvedimento immediato, forte, la sospensione dalle funzioni comporta il dimezzamento dello stipendio e di non lavorare”.

“Si è deciso subito anche se le indagini erano nelle primissime fasi e l’accertamento completo delle responsabilità va ancora fatto” – ha precisato il colonnello Riccardi – “Questo chiaramente non ci tranquillizza e quindi non è soltanto l’episodio che dobbiamo considerare ma la possibilità che si ripeta e in questi casi l’Arma, che ha una struttura forte e sana dotata di anticorpi, riesamina sempre le sue procedure, i sistemi di controllo”.

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GM