Terremoto Messico: crolla la scuola, strage di bambini – VIDEO

(Websource/metro.co.uk)

Il presidente del Messico, Enrique Nieto, afferma dice che 22 persone sono morte nel crollo di una scuola a causa del terremoto di magnitudo 7.1 che ha colpito il paese ieri, quando in Italia erano le 20:00. Due delle vittime sono adulti, il resto bambini. Lo stesso Nieto ha visitato la scuola nelle ore immediatamente successive alla sciagura e ha fatto sapere che altri 30 bambini e 8 adulti sono dati per dispersi. I soccorritori continuano a cercare tra le macerie. Ed il capo dell’agenzia di difesa civile del Messico, Luis Felipe Puente, ha detto che il numero di vittime a livello nazionale ammonta provvisoriamente a 226. I morti nello stato di Morelos, che si trova poco più a sud di Città del Messico, sono 55. Nella stessa capitale ammontano a 49 mentre sono 32 nello stato del Puebla, dove è stato individuato l’epicentro del terremoto. Altre 13 vittime si registrano in zone limitrofe. Antonio Guterres, segretario generale delle Nazioni Unite, tramite il proprio portavoce ha espresso il proprio cordoglio per quanto accaduto, augurando ai feriti una pronta guarigione. E l’ONU stessa si è detta pronta ad aiutare il Messico dopo il terremoto.

Lotta contro il tempo

Sono numerosi gli edifici crollati o gravemente danneggiati a Città del Messico. E a diverse ore di distanza dalla fortissima scossa tellurica, i soccorritori sono ancora all’opera in varie zone della metropoli. Si è trattato del terremoto più grave dopo quello del 1985 che fece oltre diecimila vittime ed il cui anniversario era stato celebrato proprio ieri quando tutto è successo. Neanche due settimane fa poi, un altro sisma aveva causato altri 90 morti. E’ stato diramato un avviso per il quale tutti gli ospedali e le strutture mediche del territorio dovranno dare priorità all’assistenza dei feriti. Ma si pensa che molta gente ancora sia intrappolata sotto alle macerie, e le operazioni di recupero procedono a rilento proprio a causa del materiale con il quale erano fatti gli edifici crollati, che risultano essere molto fragili. Le operazioni di soccorso potrebbero perciò provocare ulteriori smottamenti. Adesso insomma è una vera e propria lotta contro il tempo. Al manifestarsi del terremoto, migliaia di persone si sono riversate in strada, scappando da case ed uffici. L’elettricità è saltata in molte zone ed anche le reti cellulari sono fuori uso. L’US Geological Survey (USGS) ha dichiarato che la magnitudo 7,7 ha colpito alle ore 8:14 italiane con epicentro vicino alla città statale di Puebla di Raboso, a circa 76 miglia a sud-est di Città del Messico.

E’ un disastro

Il governatore di Puebla, Tony Gali, ha twittato che c’erano edifici danneggiati nella città di Cholula, compresi dei campanili di alcune chiese che sono crollati. I media locali hanno trasmesso anche delle immagini di onde alte nella località marittima di Xochimilco, anche se gli esperti hanno escluso qualsiasi possibilità che si verifichi uno tsunami, visto che l’epicentro del terremoto è stato individuato lontano dalla costa. Intanto anche l’aeroporto di Città del Messico è stato chiuso e ha provveduto ad un controllo approfondito delle proprie strutture. Parecchie zone della Capitale sorgono su un antico sito dove un tempo sorgeva un lago, e questo contribuisce ad amplificare le onde sismiche, facendo si che i suoi effetti si propaghino anche a centinaia di km di distanza. Sembra comunque che non ci sia alcun collegamento tra il terremoto di ieri e quello di due settimane fa. Il sisma rientra fra i 15-20 che solitamente si verificano ogni anno ad altissima intensità.

S.L.

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