Giuseppe Agodi con Lorenza Frigatti (Facebook)

Pensavano fosse zafferano, invece sono morti intossicati dalla colchicina, i cui fiori sono simili. Tragica la fine di due coniugi residenti a Cona in provincia di Venezia. Giuseppe Agodi di 70 anni e Lorenza Frigatti di 69 anni si trovavano a Folgaria e ne hanno approfittato per fare un giro nei boschi, intenzionati appunto a raccogliere zafferano. L’uomo è morto subito dopo aver consumato il risotto cucinato con la pianta velenosa, la moglie dopo giorni di agonia. Sconvolto il sindaco di Cona, Alberto Panfilio: “Giuseppe e Lorenza erano molto conosciuti in paese. Negli ultimi tempi abitavano in un Comune vicino, nel Padovano, ma avevano mantenuto saldi rapporti con la nostra comunità. Erano sempre attivi in occasione delle iniziative della nostra Pro Loco. Il funerale di Giuseppe è già stato celebrato e la sua urna è stata posizionata nel cimitero di Cona. Mi è stato spiegato il motivo della loro morte, per un’erba velenosa”.

Commosso il messaggio degli amici della Pro Loco su Facebook: “Ora ci piace pensare che siate nuovamente assieme e Giuseppe con la sua voce possente dire… Ti aspettavo Lorenza, c’è ancora tanta strada da percorrere assieme. Al figlio Matteo la nostra vicinanza. Il nostro è un intimo dolore. Oltre le parole”. La tragedia intanto ha rischiato di ripetersi: a Modena si registra un caso di avvelenamento da colchicina di un nucleo familiare di tre persone, padre, madre e figlio 26enne. Si erano rivolti al Pronto Soccorso del Policlinico di Modena lamentando sintomi da gastroenterite, ma per fortuna si sono salvati.

Antonio Luciani, Direttore del Pronto Soccorso del Policlinico, ha sottolineato alla ‘Gazzetta di Modena’: “Il Colchicum autunnale è un’erba velenosa altamente tossica che, come dice il nome, è diffusa in questa stagione. Non bisogna toccare né il fiore né la pianta perché il solo contatto può causare danni alla pelle. Se viene ingerita provoca bruciore alle mucose, nausea, vomito, coliche, diarrea sanguinolenta fino al delirio e alla morte. L’avvelenamento colpisce l’apparato digerente, biliare, respiratorio, cardiovascolare, renale, sul sistema nervoso e sulle ghiandole endocrine. In seguito a un’intossicazione acuta la morte avviene tra le 7 e le 48 ore”.

Il consiglio del medico “è evitare di raccogliere piante, se non si conoscono alla perfezione. Anche se si sopravvive alla fase acuta dell’avvelenamento, gli effetti tossici della colchicina possono durare nel tempo e portare anche complicanze neurologiche o al sangue, causando forti anemie o calo di piastrine. Si tratta, insomma, di un rischio davvero eccessivo da correre. Non improvvisatevi esperti di piante, il rischio è enorme”.

GM