Anna Magnani ci lasciava il 26 settembre 1973

Anna Magnani morte
(Websource/archivio)

“Come architetto non ho fatto nulla di eccezionale e a quasi 75 anni ancora la gente mi chiama il figlio della Magnani”. Sono queste le parole scelte da Luca Magnani per spiegare l’immensa grandezza di sua madre Anna, una delle attrici più istrioniche, versatili e commoventi che il cinema italiano abbia mai avuto. “Si è creata da sola, non aveva un regista o un produttore accanto, non aveva via di scampo, non poteva prepararmi la pappa o mettermi a letto la sera” spiega Luca.

Poi il suo racconto si fa amato ricordando l’incredibile gruppo di amici (Walter Chiari e Suso Cecchi tra gli altri) che frequentava casa sua: “Con loro trascorrevamo le serate a vedere i primi festival di Sanremo, gli onomastici festeggiati al mare al contrario del compleanno che non festeggiava mai. Oppure i pranzi di Natale quando si ordinava un tacchino di dodici chili. Un anno ci siamo trovati a mezzanotte meno dieci in diciassette, siamo riusciti a trovare un amico che era rimasto da solo e a farlo venire da noi. Da quel momento lo abbiamo sempre chiamato “il tacchino”. Ora non solo non c’è più mia mamma, ma quel mondo è totalmente scomparso e l’Italia non fa nulla per ricordarlo. Provate a chiedere ad un sedicenne chi era Anna Magnani. Vi risponderà che non lo sa e la colpa non è sua ma di chi lascia che la più grande epoca del cinema italiano venga dimenticata”.

Anna Magnani, una delle attrici simbolo del neorealismo, la fase di massimo splendore del cinema italiano, moriva il 26 settembre del 1973 all’età di 65 anni in seguito ad un tumore al pancreas. Nata a Roma il 7 marzo 1908, tra le sue più grandi interpretazioni ricordiamo “Roma città aperta” di Roberto Rossellini, “L’onorevole Angelina” di Luigi Zampa  e “Bellissima” di Luchino Visconti. Vinse Nel 1956 vinse l’Oscar per “La rosa tatuata” di Daniel Mann. La sua ultima apparizione sul grande schermo fu in “Roma” di Federico Fellini dove in un cameo interpretava se stessa.

Ecco un video celebrativo:

F.B.