Papa accusato di eresia, durissima reazione del Vaticano

Papa Francesco eresie
(GABRIEL BOUYS/AFP/Getty Images)

Una lettera firmata da 62 persone tra laici e sacerdoti ha messo sotto accusa Papa Francesco colpevole, secondo chi l’ha scritta, di almeno sette eresie. In particolare questa frangia più conservatrice del cattolicesimo mette in forte discussione l’Amoris Laetitia, l’esortazione post-sinoidale sull’amore e la famiglia. Nel documento d’accusa, reso pubblico dopo che il Papa non aveva voluto rispondere in via privata, si legge che Bergoglio è colpevole di “7 posizioni eretiche, riguardanti il matrimonio, la vita morale e la recezione dei sacramenti, e ha causato la diffusione di queste opinioni eretiche nella Chiesa Cattolica. Direttamente o indirettamente, il Papa ha permesso che si credesse che l’obbedienza alla Legge di Dio possa essere impossibile o indesiderabile e che la Chiesa talvolta dovrebbe accettare l’adulterio in quanto compatibile con l’essere cattolici praticanti”. Questa lettera si è poi trasformata in una petizione online, ma la dura reazione del Vaticano non si è fatta attendere.

Il Governatorato infatti ha disposto l’immediata chiusura della pagina web nella quale era possibile  aderire all’iniziativa. Una misura che ovviamente vale soltanto per i computer presenti a Città del Vaticano. La pagina e dunque la petizione dei teologi e dei sacerdoti ultra tradizionalisti rimane invece aperta e accessibile da qualsiasi terminale che si trova all’esterno del Vaticano.

Tra i firmatari della petizione spicca il nome di Ettore Gotti Tedeschi, ex presidente dello Ior. Lui spiega così la questione tentando di stemperare i toni: “E’ una supplica scritta da teologi, non parla di eresie ma dice che indirettamente potrebbe facilitare eresie. Sia chiaro: io non accuso il Papa, io gli voglio bene. Io sono per la Chiesa e per il Papa e non mi distaccherò mai né dalla Chiesa né dal Papa. Il documento è un atto devoto, un invito alla riflessione”.

F.B.