Nadia Orlando: l’assassino torna a casa, sale l’indignazione sul web

Nadia Orlando (Facebook)

Tre settimane fa, sono stati concessi gli arresti domiciliari nell’abitazione dei genitori a Francesco Mazzega, il 36enne che lo scorso 31 luglio aveva ucciso la giovanissima fidanzata Nadia Orlando, di appena 21 anni. A stabilirlo è stato il Tribunale del Riesame di Trieste, che ha disposto anche l’obbligo per l’uomo di tenere il braccialetto elettronico. Il suo rientro a casa, posticipato in attesa che arrivasse quello strumento di controllo dei suoi movimenti, ora è diventato realtà, tra le polemiche. Sono stati i legali dello stesso Mazzega a chiedere che venissero disposti i domiciliari per il proprio assistito.

Solo stamattina, dunque, i domiciliari per Francesco Mazzega sono diventati realmente effettivi. Come si ricorderà, l’assassino di Nadia Orlando aveva spiegato di aver agito in seguito a un raptus dovuto a un litigio. “Il mio Francesco era un bravo ragazzo”, aveva poi sostenuto Lorenzo Mazzega, padre dell’assassino. Intanto, nel paese della ragazza uccisa, Vidulis di Dignano, è stata lanciata una petizione online contro i domiciliari concessi a Francesco Mazzega che ha raccolto oltre sessantamila firme.

Si legge nel testo della petizione, pubblicato su Change.org: “Non accettiamo che il colpevole, Francesco Mazzega, possa essere libero di trascorrere le sue ore con i suoi cari a casa, mentre ai cari di Nadia non resta altro che piangerla. Chiediamo che venga sospesa la pena dei domiciliari e che ritorni in carcere in attesa del processo. Le pene per questi reati devono essere esemplari, è necessario che la Giustizia italiana sia in prima linea contro il femminicidio. Ogni tre giorni muore una ragazza in Italia, dobbiamo arrestare questo dramma. Francesco Mazzega deve ritornare immediatamente in carcere”.

GM