Mentana difende l’obelisco di Mussolini: “Assurdo cancellare il nome”

Mentana Mussolini obelisco
Il dipinto di Trento in cui è stato scalpellato il nome di Mussolini (Instagram)

Enrico Mentana torna sulle vicende legate alla legge Fiano contro la propaganda fascista e all’idea di dover cancellare ogni segno del passaggio di Mussolini in Italia anche dai molti monumenti eretti in quel periodo. Il direttore del Tg de LA7 si era già espresso così in merito alla legge: “L’unico effetto concreto di un simile provvedimento è il revival rafforzato dal gusto del proibito. Se la legge diventasse operativa si creerebbe solo una sacca ampia di reducisti virtuali, corroborata dalla penalizzazione. Chiedersi come sia possibile che nel 2017 ci siano ancora tante persone che rivendicano l’eredità fascista, facendo lo slalom tra gli errori e gli orrori e magnificando le cose buone fatte nel ventennio, significa non aver mai conosciuto quella parte dell’Italia profonda del “quando c’era lui”. Ma significa anche – in modo meno scontato – non aver mai preso atto dei guasti di una enfatica liquidazione storica di quel periodo di storia italiana. L’ansia di redenzione, l’autopurificazione, il lucro politico hanno impedito per decenni, e in gran parte impediscono tuttora, un’analisi storica più serena. Il fascismo è stato battuto dalla storia, fu un regime volutamente illiberale, teorizzò – anche se mai riuscì a metterlo in atto compiutamente – lo stato totalitario, perseguitò sistematicamente i suoi oppositori, instaurò un apparato di leggi vergognose contro gli appartenenti a religioni e etnie diverse da quella prevalente, si alleò col nazismo e ci portò a una guerra rovinosa. Ma sotto la mole schiacciante di questi innegabili connotati è stato anche tante altre cose che si sono intrecciate alle vite di milioni di italiani. Si è persa l’occasione delle celebrazioni per i 150 anni dell’unità d’Italia (di fatto ne sono stati ricordati 130) per cominciare a fare i conti davvero con quel buco di 20 anni. La forza della democrazia sta anche nel potersi permettere una storia collettiva non condizionata dalle esigenze del presente o dalle paure del futuro. Opere di grande spessore (e mole) come quelle di De Felice e Vivarelli, o il grande e variegato lavoro di Emilio Gentile, e tanti altri studi ci mettono in condizione di riaprire il cantiere, prima che la discussione scenda ulteriormente. C’è mille volte più fascismo nel dire “affondiamo le barche e facciamo annegare i migranti prima che arrivino da noi” che postare una foto della Buonanima. Chi ha gli argomenti per vincere usa la cultura, non la censura”. 

Ora torna a parlare dell’argomento e si concentra sui monumenti fascisti con un significativo messaggio su Instagram da Trento: “Meglio l’obelisco di Roma col nome di Mussolini che il dipinto murale di Trento con la sua frase e il nome scalpellato”. L’idea di abbattere i monumenti fascisti o quanto meno di cancellarne le scritte prime fra tutte il nome di Mussolini era stata proposta sempre da Fiano e sostenuta fortemente anche dal presidente della Camera Laura Boldrini.

Meglio l’obelisco di Roma col nome di Mussolini che il dipinto murale di Trento con la sua frase e il nome scalpellato

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F.B.