Luigi Carozzi (Websource / archivio)

L’amministrazione comunale di Pontida colpisce ancora. Dopo il “caso” dei parcheggi rosa riservati alle donne incinte, purché non omosessuali e comunitarie, a sollevare un nuovo polverone è la delibera della giunta che esclude dall’esenzione della tassa sui rifiuti le coppie che hanno contratto un’unione civile e quelle unite in matrimonio secondo un rito religioso non riconosciuto dallo Stato italiano. In soldoni: immondizia gratis a chi si sposa, eccetto le coppie gay.

Il sindaco leghista della cittadina della bergamasca che ospita ogni anno il tradizionale raduno del Carroccio, Luigi Carozzi, ha scritto ai suoi concittadini per informarli che “la giunta comunale della città di Pontida ha tolto la tassa sui rifiuti (Tari), introducendo nuove categorie esentate. Anche questa volta, però, non mancano le eccezioni. Come le unioni civili tra persone dello stesso sesso”. Più precisamente, sono ammessi solo i matrimoni civili, quelli concordatari e qualunque altro matrimonio religioso celebrato davanti a ministri delle confessioni diverse dalla cattolica, che però devono essere riconosciute dallo Stato italiano. Inoltre, potranno usufruire dello sconto sulla Tari anche gli imprenditori che aprono una nuova attività nel comune e chi iscrive un proprio figlio all’anagrafe, a condizione che il piccolo sia “un figlio legittimo/a”, cioè nato all’interno di un matrimonio “tradizionale”. Una discriminazione tra figli “legittimi” e “naturali” che nell’ordinamento italiano non esiste più da quando è entrata in vigore la norma del 2012 che sancisce, tra l’altro, che “tutti i figli hanno lo stesso stato giuridico”.

Le reazioni all’annuncio
Già un anno fa lo stesso sindaco aveva introdotto questa misura per il “dono di nozze” alle coppie nate da un matrimonio, ma solo in via sperimentale. Oggi, invece, non solo se ne vanta, ma ha deciso di renderla definitiva e strutturale. E le reazioni politiche non sono tardate ad arrivare. A partire dal leader della Lega, Matteo Salvini, che ha bocciato l’iniziativa: “Non è giusto, perché tutte le coppie sono coppie”, ha affermato il numero uno del Carroccio, che ancora una volta non fa sconti al sindaco del suo partito. “Non sono d’accordo come non lo ero per i parcheggi rosa”, ha aggiunto.

In Lombardia è insorto il Movimento Cinque stelle: “Quei geni della giunta leghista di Pontida ci riprovano a violare i principi di uguaglianza sanciti dalla Costituzione – tuona il consigliere regionale grillino Dario Violi – . Dopo i parcheggi rosa riservati alle sole mamme di Pontida, a distanza di due settimane decidono di discriminare le coppie che hanno deciso di unirsi senza celebrare il rito del matrimonio nonché tutte quelle coppie che per diversi motivi non vogliono o non possono avere un figlio. L’ignoranza di certi personaggi purtroppo non ha limiti e anche questa volta sono pronto ad intraprendere ogni azione perché venga ripristinata la legalità e si riaffermi il principio di uguaglianza stabilito dalla Costituzione italiana”. Dura anche la reazione del deputato del Pd Emanuele Fiano, che su Twitter scrive: “La Lega verso il medioevo a Pontida, il sindaco ci riprova: toglie la tassa sui rifiuti meno che alle coppie gay”. E il segretario comunale del comune di Bergamo, Daniele Perotti, parla di una palese violazione dell’articolo 3 della Costituzione. Resta da vedere se basterà a indurre il primo cittadino a fare marcia indietro.

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