Elisa sta per morire, registra la sua voce per la figlia: “Non dimenticarla mai”

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Elisa ha vissuto il timore più grande che una madre possa mai provare: quello di non veder crescere la sua bambina. Affetta da un inguaribile tumore al seno (ne la chemio né le operazioni sono servite a sconfiggere il male) questa donna si è subito preoccupata di non essere in grado di accudire la figlia. Quella paura è divenuta realtà con il passare del tempo, quando la malattia l’ha debilitata al punto da non essere più in grado di alzarsi dal letto.

Conscia del fatto che la sua battaglia contro il tumore sarebbe potuta terminare con una sconfitta, Elisa ha deciso che sua figlia avrebbe dovuto percepire anche in sua assenza il suo amore. Così si è decisa a scrivere dei bigliettini da nascondere in ogni angolo della casa, quindi due diari pieni di pensieri, emozioni, riflessioni e consigli validi per ogni aspetto della vita. Ma questo non era sufficiente, sua figlia avrebbe dovuto avere il piacere di ascoltare la sua voce, quella che l’ha accompagnata sin dal primo giorno della gestazione. Quindi Elisa ha cominciato a registrare delle note vocali finché la malattia non ha compiuto il suo terribile ed inflessibile corso.

Oggi, nel giorno del suo funerale, a ricordare chi era Elisa è il marito Vincenzo, un uomo che nonostante il terrificante dolore che prova è pronto ad affrontare la vita e a crescere la loro bambina al meglio delle sue capacità. Vincenzo racconta di come ha incontrato la moglie: “Eravamo due adulti forse anche abbastanza disillusi. Ma abbiamo capito molto presto che il nostro era stato un incontro speciale, di quelli che ti rivoluzionano la vita” e di come quell’amore fosse stato da subito talmente forte da cancellare ogni perplessità: “Col tempo avevamo messo su casa. Non era ancora finita, ma Elisa ha voluto accelerare tutto. Desiderava che la casa fosse a posto, voleva scegliere l’arredamento delle stanze, la cucina, lasciare la sua impronta”. Infine Vincenzo parla della morte del suo grande amore e lo fa con della parole che toccano il profondo: “Non ce la faccio a rammaricarmi con il destino. Non perché dentro non sia ucciso anch’io. Ma perché Elisa mi diceva sempre: devi sorridere. Il sorriso è bello per chi lo fa e bello per chi lo riceve”.

F.S.