Attentato a Londra: “La polizia mi ha fatto domande intime ed umilianti”

    (Websource/DailyMail)

    L’attacco terroristico lanciato da Khalid Masood lo scorso marzo a Westminster ha sconvolto la capitale britannica: il combattente del califfato è entrato in pieno giorno in una delle strade principali di Londra ed ha investito decine di persone sul London Bridge, quindi, prima che venisse fermato, ha accoltellato a morte un poliziotto che ha cercato di fermarlo. Furono solo quattro le vittime civili di quell’attentato terroristico, ma l’idea che un terrorista potesse colpire in una zona così controllata della città ha generato il panico.

    Tra i più sconvolti per quell’attacco furono sicuramente i 50 studenti della Sheffield University che si trovavano all’interno del parlamento per una visita guidata prevista dal corso di giornalismo della ‘BBC’ che stavano seguendo. Di quei ragazzi solo una di essi è stata sottoposta ad un interrogatorio privato da parte della polizia britannica: Miriam Walker-Khan (23 enne di origine pakistana). La ragazza si è detta offesa da questo trattamento, non tanto perché è stata interrogata come testimone, quanto perché le domande che le sono state poste le ha ritenute degradanti e tendenziose (gli investigatori si sono accertati che non fosse coinvolta nell’attentato).

    A raccontare l’accaduto è stata la stessa Miriam che, intervistata dai media locali, ha riferito quanto accaduto durante l’interrogatorio: “La prima domanda che mi hanno posto è stata di descrivere la mia apparenza etnica”, domanda alla quale la ragazza non ha saputo rispondere: “Ho pensato cosa sarebbe un’apparenza etnica? Una cosa assolutamente inesistente”. Già questa domanda l’aveva indispettita, ma è stata la successiva che l’ha fatta sentire umiliata: “Mi hanno chiesto di descrivere la mia peluria corporea, le opzioni: rasata, cerettata, tagliata o incolta”, indispettita la ragazza ha detto loro: “In che modo queste domande dovrebbero essere attinenti alla mia testimonianza?” e gli agenti hanno detto che si trattava di domande di routine.

    Il giorno successivo Miriam si è confrontata con i colleghi di università per capire che tipo di domande avessero fatto loro ed ha scoperto che nessuno di loro era stato interrogato personalmente, cosa che l’ha umiliata ulteriormente: “Quelle domande sono state così degradanti ed il fatto di essere stata contattata quando nessun altro lo è stato… mi sono sentita tratta come una criminale”. Non molti sanno, infatti, che i terroristi prima di effettuare un attentato si depilano completamente per purificare il proprio corpo prima di andare nell’aldilà.

    F.S.

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