Il dramma delle donne del Rohingya: “Violentate per giorni”

Donne del Rohingya (Paula Bronstein/Getty Images)

Sono costrette a subire di tutto nel Myanmar le donne facenti parte della minoranza etnica e religiosa dei Rohingya. L’Onu parla di pulizia etnica. Si tratta di un gruppo etnico, di religione islamica, che parla il rohingya, una lingua indoeuropea. Stando a sentire i rapporti della comunità internazionale, si tratta di una delle minoranze più perseguitate nel mondo. Molti Rohingya sono stati relegati in ghetti o sono fuggiti in campi profughi in Bangladesh e sulla zona di confine tra Thailandia e Birmania. Ha raccontato la 20enne Aysha Begum ad Al Jazeera, ventenne arrivata in Bangladesh una settimana fa: “Sono stato violentata appena 13 giorni fa”.

Prosegue il suo racconto: “Stavamo cenando con le mie cognate quando i soldati sono arrivati nel nostro villaggio di Tami, nella città di Buthidaung; mi hanno strappato mio figlio dalle braccia calciandolo via come fosse un pallone”. Una vicenda simile è quella di Rajuma Begum, 20 anni anche lei, sopravvissuta al massacro del 30 agosto a Tula Toli, che ora racconta: “Le donne sono state separate dai figli e dai mariti poi questi ultimi sono stati uccisi a coltellate e con la baionetta. Mi hanno accompagnato con altre quattro donne all’interno di una casa. Hanno strappato mio figlio dalle mie braccia, lo hanno buttato per terra e gli hanno tagliato la gola”. Stuprata per ore dagli uomini dell’esercito, dice di essere stata l’unica che è riuscita a scappare: “I militari hanno ucciso sette membri della mia famiglia. Mia madre, le mie due sorelle di 18 e 15 ani, entrambe violentate, mio ​​fratello di 10 anni, mia cognata di 25 anni, suo figlio che aveva due anni e mezzo e mio figlio Mohammed Saddique, che aveva un anno e quattro mesi ” ha rivelato la 20enne aggiungendo: “È importante conoscere la nostra storia, cosa è successo a noi perché Rohingya. Vogliamo giustizia”.

Violenze contro le donne del Sudan meridionale

Nei giorni scorsi, vi avevamo parlato di un dramma simili: migliaia di donne del Sudan meridionale hanno raccontato di terribili violenze e stupri che hanno subito durante la brutale guerra civile che da anni sta martoriando il paese africano. Una di loro in particolare parla di come è stata violentata da cinque soldati, circostanza che è costata la vita al marito, accoltellato a morte nel tentativo di difenderla. Un’altra dice invece di essere stata bendata e spogliata, per poi subire gli abusi sessuali da tre militari con il suo bambino lì presente, che era poi riuscito a fuggire senza vestiti. Tutte queste orribili storie sono state riportate da Al Jazeera, che ha mandato in onda un reportage sui diritti umani. In merito al primo episodio, la vittima dice che altre cinque donne, che facevano parte dell’esercito governativo, avevano rapinato lei ed altre quattro madri di famiglia dopo gli episodi di stupro.

GM