Tutte le testimonianze contro Edgar, il maniaco dell’ascensore

Edgar Bianchi
Edgar Bianchi (Websource/archivio)

I verbali con il resoconto dell’interrogatorio a Edgar Bianchi, meglio conosciuto come ‘Il maniaco dell’ascensore’, mettono davvero i brividi così come il contenuto delle numerose testimonianze a suo carico. L’uomo ha stuprato più di 30 bambine e ragazzine tra Genova e Milano sempre con lo stesso modus operandi (dettaglio che ha permesso anche di arrestarlo più agevolmente): individuava la vittima predestinata, la seguiva fino all’androne del palazzo, qui la bloccava e la costringeva, puntandole due coltelli alla gola, ad avere rapporti sessuali completi.

Francesca, 14 anni, è stata una delle sue prime vittime. Nel verbale si legge: “Il giovane si infilava nell’ascensore e prima dell’arrivo al piano azionava il pulsante dello stop. Quindi aggrediva la minorenne puntandole un coltello alla gola, intimandole di non urlare. A quel punto, con una mano a tapparle la bocca, insinuava l’altra sotto la gonna e, tentando di strapparle gli slip, iniziava a toccarla nelle parti intime. L’adolescente – scrivevano ancora i giudici – dopo aver colpito con un calcio alla tibia l’uomo, riusciva a spingerlo fuori dall’ascensore ma non a farlo ripartire. E lui a quel punto la trascinava nell’androne del corridoio pronunciando la frase ‘ho voglia”.

Poi c’è Daniela, soltanto 11 anni. Lei lo implorava e lui, tra un insulto e l’altro, le diceva “E’ inutile che mi preghi, adesso toccami sotto”. E Giulia, 13 anni: “Dopo averla aggredita nell’atrio estraeva dalla tasca destra dei pantaloni due coltelli, con lama in acciaio ed evidente seghettatura e, impugnandoli con entrambe le mani, li portava ai lati del collo della bambina e le ordinava di entrare; quindi pigiava il tasto del piano 5. Partito l’ascensore si slacciava la cintura dei pantaloni e contestualmente premeva lo stop. La cabina tuttavia si rimetteva in moto e scendeva di uno o due piani. Appena si aprivano le porte, l’aggressore faceva posizionare la bimba, terrorizzata, nello spazio immediatamente fuori e le imponeva un rapporto orale (pronunciando frasi oscene). La vittima si inginocchiava e rimaneva immobile, in preda al panico, mentre l’uomo proseguiva per alcuni secondi”.

Poi Chiara, 17 anni: “Lo sconosciuto riusciva a entrare nell’ascensore – si legge nei verbali – e, dopo aver chiuso le porte, premeva il tasto alt, gettando la ragazza a terra, minacciandola, ordinandole di tacere e cercando di toccarle il seno. Poiché la minorenne urlava con tutte le sue forze l’uomo la colpiva con pugni alla testa”.

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